IL CASO

L’operatore satellitare Intelsat dichiara bancarotta

La società statunitense fa ricorso al chapter 11. Pesano la crisi coronavirus e le conseguenze della liberazione delle frequenze per il 5G

14 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

L’operatore satellitare Intelsat ha avviato la procedura di bancarotta negli Stati Uniti, spinta dalla crisi economica innescata dalla pandemia di Covid-19 ma anche dall’esigenza di una ristrutturazione finanziaria che le permette di liberare le frequenze nella banda C come richiesto dalla gara per il 5G indetta dalla Federal communications commission (Fcc).

Per facilitare la ristrutturazione finanziaria, si legge nella nota stampa della società, Intelsat e alcune sue filiali hanno presentato spontaneamente la richiesta di protezione in base al Chapter 11 presso il tribunale Usa per la bancarotta del Distretto Est della Virginia, divisione di Richmond. Intelsat General (IGC), che serve i clienti commerciali e governativi Usa e anche clienti militari degli alleati americani, non rientra in questa procedura di bancarotta.

Intelsat ha riferito di possedere attività e debiti nell’ordine di grandezza compreso tra 10 miliardi e 50 miliardi di dollari. L’operatore ha anche indicato di aver ricevuto 1 miliardo di dollari in nuovi finanziamenti in attesa  di approvazione.

Aziende americane super-indebitate

Intelsat lo scorso mese aveva sospeso l’outlook 2020 e dichiarato che avrebbe rinviato la presentazione dei risultati del primo trimestre. Ora ha tuttavia assicurato che, nonostante la procedura per il Chapter 11, le sue operazioni quotidiane, le relazioni con clienti e soci e gli investimenti di capitale continueranno come sempre. Intelsat lancerà nuovi satelliti, investirà nelle reti terrestri, svilupperà nuovi servizi e manderà avanti la realizzazione della sua rete di nuova generazione. Non ci saranno modifiche nelle operations né licenziamenti.

Reuters riporta che numerose aziende americane, di settori che vanno dal retail all’aerospazio, stanno subendo gravi danni economici dal coronavirus e stanno considerando il ricorso alla bancarotta per ristrutturare il pesante debito.

La gara per lo spettro 5G

La Fcc ha approvato con tre voti a favore e due contrari il piano dal valore di 9,7 miliardi di dollari per ricomprare dai fornitori di servizi radio via satellite le frequenze radio da destinare alle reti 5G. Il piano era stato presentato dal chairman Ajit Pai e prevede che i soldi per i pagamenti provengano dalle aste per l’assegnazione delle frequenze stesse.

Le frequenze oggetto della riallocazione e della gara sono quelle comprese tra i 3,7 GHz e i 4,2 GHz dello spettro, conosciute anche come C-band. Intelsat e Ses dominano in questa frazione dello spettro che la Fcc ritiene necessaria per consentire agli Usa di battere la Cina nella corsa al 5G.

Intelsat, che ha il suo quartier generale a Lussemburgo, aveva chiesto un risarcimento per la cessione delle sue frequenze più elevato almeno del 60% rispetto ai 4,85 miliardi di dollari proposti dalla Fcc. L’azienda ha poi fatto sapere che avrebbe valutato l’impatto della decisione del regolatore e agito di conseguenza.

Ora Intelsat ha spiegato che, per soddisfare i tempi ristretti per liberare le frequenze della banda C per l’asta della Fcc e dotarsi dei requisiti per poter ricevere i 4,85 miliardi di dollari di risarcimento accelerato per la cessione, ha bisogno di spendere “più di 1 miliardo di dollari nelle attività di clearing”.

Il finanziamento ricevuto di 1 miliardo di dollari, unito al contante già in possesso di Intelsat e al cash flow positivo, daranno all’operatore la liquidità necessaria per la ristrutturazione del debito e il finanziamento degli alti costi di clearing per la banda C, ha assicurato l’operatore.

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