VERSO IL 5G

Lte advanced, un cloud “smart” per torri “stupide”

L’utilizzo della nuvola cruciale per il passaggio da trasmissioni 5G a wifi. In Corea ci sono già oltre 200mila access point wifi

Pubblicato il 20 Set 2014

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Il segreto delle reti ultra-veloci per la Corea è il cloud e la capacità di separare la parte di trasmissione e ricezione radio delle torri da quella delle torri. Il nome che i vari operatori danno alle tecnologie di C-Ran (si veda l’intervista a Maurizio Décina, nelle pagine precedenti) cambia, ma la sostanza rimane la stessa. “In Corea – spiegano i ricercatori di SK Telecom – ci sono state varie fasi di evoluzione della tecnologia che hanno fatto da punto di riferimento per l’intero mercato. Oggi l’utilizzo del cloud per la gestione di tutte le torri di trasmissione radio è il punto di partenza, non di arrivo”.

L’utilizzo di più frequenze e la velocità di trasmissione dei dati rende necessario avere celle più “piccole”, con un raggio di un centinaio di metri al massimo. Aumentano quindi in maniera radicale sia la densità delle celle che i costi, proprio in un momento in cui invece si cerca di controllare e diminuire le spese di capitale e operative. “La grande opportunità per la Corea deriva dalla capillarità della fibra ottica”, spiegano i ricercatori di SK Telecom indicando che gli sforzi fatti dall’incumbent di mercato e coordinati dai finanziamenti pubblici oltre che da una pianificazione centralizzata dopo quasi venti anni stanno pagando un dividendo altissimo per il sistema paese coreano.
Per arrivare all’attuale sistema chiamato dalla telco “Lte Warp Advanced” si sono dovute attraversare fasi diverse. La prima fase di separazione tra componenti, che ha visto la divisione tra “core” delle trasmissioni con le Digital Unit (DU) incaricate di eseguire la parte di trasformazione calcolo digitale del segnale rispetto alle Radio Unit (RU) gestite da una stazione base a macrocelle. Il paradigma delle grandi celle ha permesso anche di lavorare sulla realizzazione di WiBro, la versione per la mobilità del wimax.

La seconda fase è quella che ha visto trasformare in senso centralizzato le reti degli operatori coreani. Ha coinciso con il passaggio al 3g e ha visto sostanzialmente nascere la divisione tra DU e RU collegate al “core” della rete in maniera tale che si potesse aumentare la capillarità a scapito però dei costi. Infine, l’attuale terza fase è quella della virtualizzazione. Anziché avere dei DU fisici connessi alle RU, si ha una batteria di server centralizzati all’interno dei quali i DU sono fatti di software e virtuali. A seconda dei carichi di lavoro e della natura dei segnali ricevuti dalle torri radio, il pool di DU virtualizzato viene popolato dinamicamente di unità virtuali adatta a gestire il tipo di lavoro (come accoppiare fette di spettro per fare carrier aggregation), che poi vengono “spente” o sospese mentre le risorse informatiche vengono indirizzate ad altre richieste da altri segmenti della rete.

La rete coreana prevede anche una quarta fase in cui ci sarà una esplosione nel numero di apparecchi connessi, nel volume di dati e nella velocità di trasmissione di questi dati. La Corea vede nel video una delle richieste imminenti di maggior peso. L’idea di avere una rete fatta di torre radio per la trasmissione “stupide” e poco costose gestite da un cloud di risorse informatiche “smart” è tentatrice: in Corea ci sono già più di 200mila access point wifi che in un breve futuro potrebbero essere integrati all’interno delle femtocelle, permettendo di passare da una trasmissione radio per servizi 4g e poi 5g a una per servizi wifi evoluti senza soluzione di continuità. Il passaggio tecnologico è semplice: tra Lte Warp e Lte Warp Advanced è previsto che ogni armadio di server alla base dei servizi di virtualizzazione possa gestire da 144 a mille celle passando dalla modalità “multi carrier” a quella di “carrier aggregation” cambiando la natura della rete gestita. Mentre Lte Warp gestisce una rete omogenea di telefonia mobile l’Advanced gestirà quella eterogenea con celle small, femto e wifi grazie alla capacità di allocare risorse informatiche dal cloud in tempo reale e gestire pacchetti di frequenza a seconda degli usi.

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