M2M, ecco come favorire gli investimenti

Sulla base dell’indagine, Agcom ha identificato le attività per facilitare lo sviluppo delle soluzioni: monitoraggio dei servizi, vigilanza del mercato e tutela degli utenti finali le azioni chiave

09 Apr 2015

Sulla base degli aspetti critici rilevati dall’indagine, l’AGCOM ha identificato alcune attività da avviare durante il 2015 per favorire lo sviluppo degli investimenti e delle soluzioni M2M, in particolare:

Ø monitoraggio dei servizi e del mercato M2M, con la finalità di sviluppare Key Performance Indicator, per il controllo di questo specifico mercato e svolgere, attraverso rilevazioni quantitative, l’analisi sulla diffusione dei servizi di comunicazione M2M;

Ø istituzione di un comitato permanente sul M2M, in cui saranno coinvolti i principali attori interessati (pubblici e privati) per favorire lo sviluppo sinergico delle iniziative promosse da parte pubblica e privata, con particolare focalizzazione sulle azioni che comportano riflessi regolamentari;

Ø vigilanza sul mercato M2M al fine di assicurare un’adeguata tempestività della regolazione economica ex-ante, favorendo lo sviluppo del mercato e la crescita degli operatori che attualmente sono più deboli nella competizione globale, attraverso la promozione di un adeguato livello di competizione e di qualità dei servizi;

Ø iniziative per la tutela dell’utente finale: laddove emergano, nell’ambito del Comitato permanente sul M2M, aspetti relativi alla tutela degli utenti, saranno attivati gli interventi istituzionali demandati alla competente Direzione dell’AGCOM.

L’analisi ha infine evidenziato numerosi aspetti rilevanti ai fini di un intervento di revisione regolamentare, raggruppabili nelle seguenti macro categorie:

Ø stato di sviluppo delle infrastrutture e dei servizi. Le infrastrutture di rete pubblica attualmente disponibili appaiono parzialmente inadeguate ad offrire connettività in relazione alle esigenze trasmissive specifiche dei servizi M2M, sia per le loro caratteristiche tecniche sia per motivi economici. Con riferimento alle tecnologie, sussiste una sensibile frammentazione delle soluzioni fino ad oggi adottate per offrire il servizio finale all’utente, mentre rispetto all’erogazione dei servizi M2M si prevede, oltre alla connettività, la realizzazione di una “piattaforma dei servizi” in grado di raccogliere i dati dai dispositivi connessi e distribuirli al soggetto erogatore del servizio. Tali piattaforme M2M non sono ancora sviluppate se non in forma proprietaria; occorre, quindi, svolgere una riflessione sulla necessità/opportunità di un intervento pubblico finalizzato a consentire lo sviluppo delle nuove piattaforme in un ambiente concorrenziale e aperto;

Ø regolamentazione della connettività. La regolamentazione dovrà in primo luogo tener conto della circostanza che gli operatori di telecomunicazione (TLC) possono perdere la relazione diretta con l’utilizzatore finale (un c.d. “shift di paradigma”, vedi supra) e che l’utilizzatore del servizio di connettività è spesso, di conseguenza, inconsapevole delle scelta del fornitore di rete operata dal soggetto che offre il servizio M2M. Oltre a ciò, si evidenzia che i servizi M2M esprimono esigenze differenti e riconducibili a due caratteristiche peculiari: una connessione sempre disponibile ed ubiqua. Ciò comporta che per i servizi SIM based, si registra il frequente ricorso a SIM estere in roaming permanente per poter beneficiare, da un lato, degli accordi con tutti gli operatori, ottenendo la massima copertura disponibile sul territorio e, dall’altro, della regolazione europea sui prezzi massimi applicabili. Come effetto della dimensione transnazionale dei mercati rilevanti del M2M, si stanno sviluppando alcune alleanze internazionali tra i principali operatori mobili e tale situazione può portare rischi di restrizioni della concorrenza. Con riferimento alla sicurezza, le comunicazioni M2M devono garantire un livello idoneo in funzione della diversa tipologia dei servizi a cui tale comunicazione può essere dedicata, con particolare riferimento alla protezione dei dati personali;

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Ø servizio finale. La definizione di Servizi di Comunicazione Elettronica, così come attualmente riportata nel Codice delle comunicazioni elettroniche, risulta di difficile applicazione nel settore del M2M e, più in generale, nell’Internet of Things. Tale aspetto determina una potenziale complessità sull’applicabilità del regime autorizzatorio. In particolare, il carattere transnazionale di questo servizio stimola la riflessione sulla necessità di una revisione della definizione vigente;

Ø mercati verticali del M2M. In particolare:

connected car/mobilità: le autovetture interconnesse, ed in particolare i dispositivi telematici per la sicurezza installati nei veicoli, costituiscono un importante settore di sviluppo del M2M in Italia ed in Europa e il tema della mobilità, insieme a quello della sicurezza, costituisce un elemento chiave per la propulsione dei servizi M2M;

smart metering: il sistema italiano di smart metering dell’energia elettrica costituisce una delle applicazioni europee più sviluppate (con circa 33 milioni di dispositivi installati). È oggi in fase di sviluppo lo smart metering gas che si sta orientando su soluzioni di rete proprietarie per tutto il segmento di rete di raccolta e concentrazione dei segnali di misura;

smart grid: le reti elettriche intelligenti costruite in modo da favorire la generazione distribuita e l’efficienza energetica permettono ai consumatori di diventare partecipanti interattivi in una rete di distribuzione. Lo sviluppo delle smart grid richiede una maggior capacità di veicolazione delle informazioni delle reti elettriche in quanto si rende necessaria una gestione ottimizzata e capillare tramite sistemi di controllo che operano in tempo reale. Le comunicazioni elettroniche costituiscono uno degli elementi abilitanti per lo sviluppo delle smart grid e, conseguentemente, occorre considerare l’eventuale necessità di definire i requisiti tecnici di connettività;

smart cities: il relativo sviluppo richiede il coordinamento di diversi servizi operanti a livello urbano e l’adozione di standard e di regole atti a favorirne lo sviluppo, a definire le priorità di intervento, ad identificare le relative tecnologie.