Ma a Trenitalia interessano i gusti dei viaggiatori? - CorCom

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Ma a Trenitalia interessano i gusti dei viaggiatori?

Internet in treno, qualche domanda: ci si rende conto del valore aggiunto che può generare la vendita di contenuti di intrattenimento a bordo? E delle grandi potenzialità di servizio al cliente che questo può comportare?

11 Nov 2013

Enrico Menduni

Frequentatore assiduo di Frecce rosse e di altri colori, sono curioso di sapere come passano il tempo gli altri viaggiatori, ormai tutti dotati di smartphone, tablet, lettori dvd e computer portatili come una volta ci si portava il thermos del caffè caldo e i panini al prosciutto ravvolti nella carta di alluminio come doni natalizi.

È evidente che una parte di questi viaggiatori chiacchiera (a voce spesso troppo alta) con i propri smartphone o li usa per mandare messaggi o controllare la posta. Che connessione usano? Prevalentemente la propria, in parte il wi-fi offerto gratuitamente previa registrazione. Un discorso analogo vale per i tablet, usati soprattutto per consultare libri, giornali, siti Internet o per prendere appunti. Anche una parte dei computer portatili usati appare collegato ad Internet grazie agli smartphone, anche se in questo caso la connessione tramite il wi-fi offerto sembra largamente prevalente.

Poi ci sono i viaggiatori davanti allo schermo, ma off line: ragazzini davanti ai videogiochi con console portatili, e quelli dei lettori dvd, usanza meno diffusa di qualche anno fa. Naturalmente posso sbagliarmi, ma non dispongo purtroppo di alcuna statistica sulla connessione a bordo treno né del grado di soddisfazione degli utenti (più importante). Avrei voglia di organizzare una ricerca del genere con i miei studenti, ma intanto mi accontento di quello che vedo con i miei occhi, viaggiando un po’ in tutti i livelli di prezzo e su varie tratte. Il livello della connessione non mi appare ottimale. Mi rendo conto della grande velocità del treno, ma è anche vero che il percorso è tracciato e intensamente cablato: non è una passeggiata random nei boschi in cui devo inseguire le Bts, le stazioni radio base della telefonia cellulare. E soprattutto: è sufficiente ad assicurare il transito di contenuti multimediali? La risposta appare negativa, almeno sulla base dell’esperienza di chi scrive.

Ci si rende conto del valore aggiunto che può generare la vendita di contenuti di intrattenimento a bordo treno? E delle grandi potenzialità di servizio al cliente che questo può comportare? Con le specializzazioni per i luoghi che attraversa il treno e relative ricadute turistiche (ricettive, food & wine, mete culturali)? Con la possibile personalizzazione sul profilo del cliente, ben noto visto che il posto prenotato è nominativo e spesso abbiamo una tessera di fidelizzazione? Qualcuno ha studiato i formati che possono essere più graditi in viaggio? E cosa succede se tutti i viaggiatori scelgono lo stesso contenuto contemporaneamente? È possibile attrezzare la stazione, con i suoi club, a proseguire la visione, o rimbalzarla su altri schermi? È evidente che un’architettura di rete del tutto nuova è necessaria.

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