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Made in Uk la tecnologia che mette il turbo alla fibra ottica

Finanziato dalla Ue, il progetto portato avanti da un team di scienziati dell’Università di Southampton fa leva su un dispositivo che cattura i dati “ripulendoli” dalle interferenze. Così si velocizza la trasmissione a fronte, fra l’altro, di ridotti consumi energetici

10 Set 2010

Un gruppo di scienziati del centro di ricerca di optoelettronica
(Orc) della University of Southampton ha messo a punto una
tecnologia che potrebbe portare alla costruzione di reti in fibra
ottica molto più veloci. Si tratta di un nuovo sistema di
trasmissione dei dati che i ricercatori britannici stanno
sviluppando come parte del progetto FP7 PHASORS finanziato
dall’Ue. Il suo vantaggio, oltre alla velocità, sarebbe la
capacità di eliminare ogni problema di interferenza.

Gli scienziati hanno creato un device che fondamentalmente cattura
il segnale dati in entrata con tutte le sue interferenze e lo
restituisce “pulito”, ripristinandone la qualità e migliorando
sia la capacità che l’efficienza energetica della rete di
comunicazione ottica.

Migliorare la capacità dei cavi in fibra ottica trans-nazionali
oggi esistenti, come i cavi sottomarini, potrebbe in ultima analisi
rendere la banda larga meno costosa. Un beneficio che potrebbe
passare dai gestori di cavi agli Isp fino ai consumatori. Il device
messo a punto presso la University of Southampton è già stato
testato usando le attrezzature elettroniche più veloci attualmente
a disposizione, che possono trasportare dati fino a 40 Gbps. Ma la
soluzione è pensata per essere usata su reti che viaggiano molto,
molto più veloci.