Manovra, le telco preparano gli assegni per le frequenze - CorCom

Manovra, le telco preparano gli assegni per le frequenze

Il Governo prevede di incassare 1,8 miliardi dall’allineamento dei diritti d’uso su 900 e 1800 Mhz al 2029. Telecom e Vodafone dovrebbero sborsare 550 milioni, mentre il duo Wind-3 circa 350 milioni. Iliad irritata dalla mossa dell’esecutivo

25 Ott 2016

Andrea Frollà

Le telco si preparano ad aprire il portafoglio dopo la manovra del Governo. Come si legge nel Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles è previsto un allineamento delle scadenze dei diritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz (in scadenza il 30 giugno 2018) al 31 dicembre 2029 “con previsione della possibilità di un pagamento anticipato forfettario”. L’incasso stimato nel 2017 è pari allo 0,11% del Pil, ovvero a circa 1,8 miliardi, e ciò significa che non ci sarà una guerra con asta, ma che anzi pagando una tantum si otterranno diritti decennali.

Secondo il Sole24Ore questa possibilità andrebbe più che bene a Telecom Italia, Vodafone e al duo Wind-3, mentre avrebbe fatto irritare Iliad. La compagnia di Niel ha infatti già messo in preventivo 450 milioni di euro per l’acquisto di un blocco di frequenze da Wind e 3 in occasione dell’accordo di luglio, da saldare tra 2017 e 2019.

È pur vero che pagare subito garantirebbe una concessione fino al 2029, garantendo stabilità strategica e di fatto bloccando il mercato a nuovi ingressi fino a quella data, ma per la compagnia francese si tratterebbe di un esborso che si farebbe sentire non poco sul primo anno di attività in Italia. I calcoli del Corriere della Sera stimano in 550 milioni l’assegno che dovranno sborsare Telecom e Vodafone, 350 quello che dovrà uscire dalla tasche dal nuovo tandem Wind-3, fresco di via libera del Mise, e in 250-300 milioni la cifra che uscirà dal portafoglio di Niel.

Le due banche d’affari Morgan Stanley e Merril Lynch hanno analizzato la mossa dell’esecutivo italiano chiedendosi se possa avere “effetti indiretti” sulla fusione tra Wind e 3, mentre i rumor di mercato sul giudizio contrariato di Iliad non si sono fatti attendere. A prescindere dagli umori delle telco, l’obiettivo del Governo è piuttosto chiaro: incassare subito per far quadrare i conti della Legge di stabilità 2017.