STRATEGIE

Marissa Mayer: “Editoria, video e social nel futuro di Yahoo”

La ceo rivela le strategie aziendali: “Il nostro obiettivo è la monetizzazione”. E sul gender gap: “Tema importante da affrontare in maniera sistemica”

18 Giu 2014

Patrizia Licata

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Gender gap nel mondo della tecnologia, telelavoro, quotazione di Alibaba, strategie aziendali che virano sempre più su editoria, video e social: su questi punti si concentra la numero uno di Yahoo! Marissa Mayer intervistata oggi dal Corriere della Sera. Una donna di polso che non teme di rispedire al mittente le critiche che riceve: “Comando io”, dice. “La disparità di genere esiste, ma io penso a lavorare. La vita delle donne nell’hitech comunque è migliorata, io stessa sono il secondo amministratore delegato donna della mia azienda”, aggiunge.

Donna, ma non tenera, come ha dimostrato a gennaio licenziando il suo braccio destro e amico, Henrique De Castro, portato da Google a Yahoo! per incrementare gli introiti pubblicitari. E’ un Ceo che deve fare cassa e una donna che va dritta per la sua strada, sottolinea il Corsera, che ha incontrato la Mayer, 39 anni e da due alla guida di Yahoo!, a Cannes, in occasione dei Cannes Lions, manifestazione che richiama creativi e pubblicitari da tutto il mondo.

Simbolo del successo al femminile, la Mayer non si preoccupa più di tanto del giudizio delle femministe e dei dati che parlano di una Silicon Valley che tiene fuori dalla porta le minoranze: lei in questo momento ha altro cui pensare, a cominciare dallo sbarco di Alibaba a Wall Street atteso per i prossimi giorni.

“Il gender gap è un tema importante e una criticità da affrontare. La strada da fare è ancora tanta e so bene cosa vuol dire lavorare in un ambiente di soli uomini”, afferma la Ceo. E ancora: “Ho abolito il telelavoro a Yahoo! perché non stava dando buoni risultati. Certo il gender gap esiste. Ma non credo che il telelavoro sia un problema di genere, coinvolge tutti, uomini e donne. Ma, per il momento, devo focalizzarmi sul mio compito da amministratore delegato”.

Se infatti Sunnyvale è il secondo azionista del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba con il 23% delle quote, l’accordo ipotizzato è che la Mayer ne venda il 40%, entrando così in possesso di una cifra stimata in 10 miliardi di dollari: un capitale “con il quale potrebbe davvero ridare il punto esclamativo a Yahoo!“, sottolinea il Corsera. Quali dunque le strategie future?


“Quello che posso dire è che la nostra partecipazione ad Alibaba ha come obiettivo la monetizzazione”, risponde la Mayer. “Stiamo valutando di cedere una parte delle azioni, perché vediamo delle possibilità di investimento come accaduto con Tumblr. Ma stiamo facendo delle considerazioni molto attente sulle cifre”.

Con la Mayer Yahoo! ha fatto acquisizioni per 1,3 miliardi di dollari e ha comprato ogni tipo di startup, tra cui appunto Tumblr, piattaforma di microblogging. Ma Yahoo! ha anche lavorato molto sul fronte dell’editoria: di recente la Mayer ha assunto grandi nomi del giornalismo americano, come David Pogue del New York Times e la mezzobusto ex Nbc e Cbs Katie Couric. “Il mio obiettivo è offrire sempre più contenuti nuovi ai nostri utenti anche per incrementare il loro numero su mobile. Oltre a fare nuove assunzioni in questo senso e a creare una nuova leadership, da poco abbiamo lanciato cinque nuovi magazine digitali”.

Altro pilastro di Yahoo! sono i video. Ma alla domanda se Yahoo! pensi di diventare una televisione-web, la Mayer non fornisce una risposta dettagliata: 
”Non posso dire molto, se non che continueremo con i nostri investimenti. Inoltre, vogliamo comperare nuove serie. Ma non ci fermiamo nemmeno sulla parte social sulla quale stiamo lavorando dopo l’acquisizione di Tumblr, che ci ha portato un pubblico più giovane, e il rilancio di Flickr. Fa tutto parte di un cerchio che si chiude con i ricavi pubblicitari. Ma ho ancora del tempo davanti a me per realizzare ciò che ho in mente”.