Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Migrare all’Lte? Solo con un nuovo business model

Network sharing per abbattere spese di capitale e costi operativi. Reti “auto-organizzanti” e femtocelle per ottimizzare la copertura indoor

30 Set 2009

Mentre gli operatori mobili di tutto il mondo si preparano a
migrare verso la tecnologia di ultima generazione per le telefonate
su cellulare, l’Lte, Aircom International rivela i nuovi dati sul
costo economico del passaggio: 1,78 miliardi di dollari per un
operatore di livello uno negli Stati Uniti solo nel primo anno.
Siccome il contesto è un quadro economico poco favorevole, con una
stretta sul credito, e gli operatori cercano di limitare le spese
di capitale, la Aircom, società di consulenza sulla progettazione
e ottimizzazione delle reti, pensa che la chiave per portare i
nuovi servizi mobili al mercato e trarne profitto sarà adottare
degli approcci innovativi nel lancio delle reti Lte.

Gli investimenti necessari per l’Lte variano da Paese a Paese,
anche in base allo spettro che gli operatori hanno a disposizione e
alla loro infrastruttura. Tuttavia la Aircom stima che la spesa
Capex totale per un operatore mobile di livello uno nel primo anno
di lancio del servizio dovrebbe essere di 1,78 miliardi di dollari
negli Usa, di 880 milioni di dollari in Europa, 337 milioni nel
Medio Oriente e 232 milioni nell’Asia Pacifico. “L’Lte
rappresenta un forte impegno economico per gli operatori mobili”,
sottolinea Margaret Rice-Jones, Ceo di Aircom
International. “Essendo un’infrastruttura di rete tutta basata
su protocollo Ip, richiede strategie completamente nuove rispetto
alle precedenti tecnologie mobili. Le sfide per gli operatori
mobili sono diverse nelle varie regioni del mondo e ciò
implicherà investimenti più o meno alti per implementare
l’Lte”. Continua la Rice-Jones: “Con la crisi economica e la
stretta sul credito, ben pochi operatori hanno le risorse
necessarie o possono contare sul supporto degli azionisti per
affrontare questi costi. Ciò significa che occorrerà ridefinire
l’innovazione all’interno dell’industria mobile.

Tradizionalmente la si fa coincidere con ‘trovare la nuova killer
application’. Oggi invece per i carrier l’innovazione deve
essere trovare una tecnologia che permetta di portare i servizi di
nuova generazione senza pesare in modo eccessivo sulle finanze”.
Come possono allora gli operatori mobili abbracciare
l’innovazione in modo cost-effective? Secondo Aircom, i vecchi
business model, che hanno permesso di produrre efficienze e
profitti, non sono validi per monetizzare l’Lte. Un modo per
ridurre le spese di capitale (Capex) e le spese operative (Opex) è
il network sharing; altri sistemi innovativi per abbassare i costi
possono essere l’automazione di fondamentali processi di
ottimizzazione della rete tramite l’impiego di network
auto-organizzanti (SON) e l’utilizzo delle femtocell per fornire
in modo meno costoso soluzioni quali la copertura indoor.
“L’impegno economico è notevole, ma non c’è dubbio che
l’Lte abbia un enorme potenziale, perché porterà i servizi
mobili in una nuova era”, conclude la Rice-Jones. “L’Lte
rappresenta un’importante evoluzione e gli operatori mobili
devono solo trovare un approccio intelligente alla migrazione”.

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link