CONSIGLIO DEI MINISTRI

Misura taglia-costi per la fibra, sì del Governo

Claudio De Vincenti: “Il decreto si inserisce bene nel piano banda ultralarga”. Il provvedimento fissa le norme per la collaborazione tra gestori di infrastrutture e operatori Tlc. La parola alle commissioni parlamentari

13 Nov 2015

A.S.

Tra le decisioni adottate oggi dal Consiglio dei ministri c’è “il decreto che riguarda le misure per ridurre i costi per l’installazione della banda ultralarga, che si inserisce bene nel piano banda ultralarga del governo, che adesso verrà attuato attraverso gli stanziamenti che a questo riguardo ha fatto il Cipe nell’agosto scorso”. Lo ha annunciato al termine del Cdm Claudio De Vincenti (nella foto), sottosegretario alla Presidenza del consiglio.

Il decreto agevolerà la nascita di alleanze tra gli operatori che gestiscono le infrastrutture fisiche, come potrebbe essere il caso di Enel ma anche di altre società interessate a intraprendere lo stesso percorso nella posa della fibra ottica, e gli operatori delle telecomunicazioni.

Dopo l’ok di oggi e prima del via libera definitivo il Dlgs, che recepisce la direttiva 2014/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 sulla riduzione dei costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità, dovrà incassare l’ok delle commissioni parlamentari competenti.

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Il decreto compariva nell’ordine del giorno della seduta di oggi, al quinto punto, quello dedicato all’esame preliminare di 10 decreti legislativi – della presidenza del Consiglio e dei ministeri di settore – per dare attuazione ad alcune direttive Ue.

Il provvedimento rafforzerà le regole già in essere, e prevede il vincolo per i gestori di infrastrutture (dal gas all’acqua, dall’elettricità alle ferrovie fino alle strade) di concedere l’accesso per installare reti in fibra ottica agli operatori che ne facciano richiesta. Secondo le norme messe a punto nel decreto spetterà all’operatore proporre il prezzo che è disposto a pagare per accedere alla rete, e a illustrare il progetto che vuole realizzare e i tempi necessari. I gestori di infrastrutture dal canto loro potranno negoziare accordi con gli operatori per coordinare le opere di genio civile.

Per rendere effettivamente perseguibile l’obiettivo, la direttiva impone agli Stati Membri di garantire simmetria informativa, tra gestori di infrastrutture fisiche ed operatori di reti di comunicazione, prevedendo un diritto d’accesso ad alcune informazioni minime circa le infrastrutture fisiche esistenti ed in corso di progettazione. Questo sarà possibile attraverso il Sinfi, (sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture), il cosiddetto catasto unico delle reti per la mappatura di tutte le reti esistenti, approvato dalla conferenza stato-regioni il 5 novembre. Il Sinfi viene ulteriormente implementato con il recepimento della direttiva in modo da essere una banca dati che funziona come sportello unico telematico. Il decreto interviene inoltre sulle procedure di autorizzazione, sulle infrastrutturazioni interne degli edifici e sulle controversie.