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INNOVAZIONE

Mobile health, la rivoluzione passa per gli smart tag

Sono sempre di più i dispositivi sanitari dotati di Nfc: raccolta informazioni, tracking degli accessi ospedalieri e asset management gli ambiti di applicazione. Marco Cavalieri (Ntt Data Italia): “Andiamo verso un nuovo modello sanitario”

04 Dic 2014

Massimo Canorro

Lo sviluppo dei dispositivi indossabili sta catalizzando sempre di più l’interesse di chi investe nell’innovazione. Dagli orologi ai bracciali ai tessuti “intelligenti”, i big dell’elettronica mirano con decisione al mercato di queste tecnologie, sviluppabili anche e soprattutto nel settore dell’e-health. Applicazioni realizzabili attraverso gli smart tag, ovvero chip che, a contatto con la pelle e l’organismo, sono in grado di ottenere in tempo reale informazioni anche a carattere multimediale.

“Le applicazioni degli smart tag sono notevoli soprattutto nel settore dell’healthcare. Il nuovo paradigma per la sanità pubblica è infatti la cosiddetta mobile health, un modello di servizio sanitario supportato da dispositivi mobili quali Pda, smartphone e tablet”, spiega Marco Cavalieri, Head of enterprise architectures practice di Ntt Data Italia (nella foto), che quindi precisa: “Il ricorso è alla Near field communication, la tecnologia che consente a due dispositivi che si trovano vicini di scambiarsi dati reciprocamente, rendendoli così accessibili da qualsiasi luogo”. L’utilizzo, in questo senso, è triplice. “In primis per la raccolta di informazioni: dispositivi Nfc sono in grado leggere la storia clinica dei pazienti da smart card o da dispositivi specifici. I pazienti, d’altro canto, possono effettuare il download di informazioni di dettaglio sui farmaci prescritti e, in generale, la presenza di lettori Nfc nei Pda o negli smartphone e tablet consente di massimizzare l’investimento in cartelle cliniche elettroniche e di ottimizzare i costi”. E ancora, il controllo e tracking degli accessi. “Gli smart tag implementano la verifica degli accessi alle aree riservate al personale ospedaliero e consentono ai pazienti di effettuare il check-in direttamente dal proprio smartphone. Lo stesso principio permette anche il reporting e il tracking degli accessi: si pensi, ad esempio, all’opportunità sia di tracciare le visite dei pazienti alle strutture sanitarie sia di registrare il numero di visite del personale medico ai degenti”, riprende Cavalieri.

E ancora, è possibile ricorrere alla Near field communication anche per quanto riguarda gli asset managment. “I tag Nfc consentono molti vantaggi in termini di automazione della tracciabilità delle prescrizioni, ottimizzando la gestione degli inventari”, incalza Cavalieri, sottolineando poi che “ciò che caratterizza la Near field communication è la bidirezionalità: i device Nfc-enabled, infatti, possono essere programmati per parlarsi tra loro e, nel dialogo, vengono tecnicamente chiamati initiator e target. L’interoperatività ricorda quella tipica della tecnologia bluetooth, ma Nfc si attiva esclusivamente entro un raggio di massimo di dieci centimetri”.

Dunque uno sticker dotato di questa tecnologia (che nell’e-health riguarda prima di tutto il monitoring remoto delle condizioni di salute) se applicato ad un qualsiasi oggetto, lo renderà “smart”. Conclude Cavalieri: “Il nuovo modello sanitario è caratterizzato da un maggiore coinvolgimento e da una partecipazione più attiva del paziente, reso protagonista consapevole del proprio stato di salute. Si prevede poi che entro il 2018 il mercato globale della mobile health technology raggiungerà gli 11,8 miliardi di dollari, da rapportare ai soli 1,2 miliardi del 2011”.

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