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ANTITRUST

Motorola bacchettata dalla Commissione Ue sui brevetti “essential”

L’ingiunzione chiesta contro Apple in Germania prefigura secondo l’Antitrust un abuso di posizione dominante. L’azienda dovrà rimediare agli effetti negativi causati

29 Apr 2014

Patrizia Licata

L’ingiunzione chiesta e ottenuta da un tribunale tedesco da Motorola Mobility contro Apple sulla base di un brevetto per smartphone del tipo standard essential (Sep) costituisce un abuso di posizione dominante che viola le norme antitrust dell’Ue: lo ha deciso oggi la Commissione europea che ha ordinato a Motorola di ovviare agli effetti negativi che sono scaturiti dalla sua ingiunzione. Non verrà invece applicata alcuna multa. La Commissione ha anche preso un’altra decisione in un’indagine separata che riguarda Samsung accettando l’impegno formale del produttore sud-coreano a non intentare cause in Europa sempre relativamente ai brevetti standard essential per i prossimi cinque anni.

Entrambi i casi risalgono al 2012, quando l’Antitrust europeo ha annunciato l’avvio delle sue indagini. Motorola era riuscita a far ritirare dal mercato tedesco alcuni modelli di iPad e iPhone sostenendo che Apple non avesse pagato appropriatamente le licenze 2G Gsm, mentre Samsung rivendicava la sua proprietà su alcuni brevetti del 3G.

“Le battaglie sui brevetti degli smartphone non devono avvenire a spese dei consumatori”, ha affermato il vice presidente della Commissione responsabile delle politiche sulla concorrenza, Joaquín Almunia. “Ecco perché tutti gli attori dell’industria devono rispettare le regole della concorrenza. La nostra decisione su Motorola, insieme alla decisione di accettare gli impegni di Samsung, offre chiarezza legale sulle circostanze in cui le ingiunzioni per far valere i brevetti standard essential possono diventare anti-concorrenziali. Questo aiuterà anche ad assicurare un buon funzionamento del sistema che stabilisce gli standard in Europa: anche se i detentori dei brevetti devono essere giustamente remunerati da chi usa la loro proprietà intellettuale, gli utilizzatori di tali standard hanno a loro volta diritto ad acccedere alle tecnologie divenute standard a condizioni eque, ragionevoli e non-discriminatorie. E’ preservando questo equilibrio che i consumatori continueranno ad avere accesso a un’ampia scelta di prodotti interoperabili”.

I Sep sono brevetti fondamentali per implementare uno specifico standard industriale. Non è possibile realizzare prodotti che seguono un certo standard senza usare quei brevetti. Questo, spiega la Commissione in una nota, può conferire alle aziende detentrici dei Sep un notevole potere di mercato. Di conseguenza, gli enti che definiscono gli standard di solito chiedono ai loro membri di impegnarsi a dare in licenza i Sep a condizioni eque (i cosiddetti termini Frand, fair, reasonable and non-discriminatory) di modo che tutti gli attori del mercato abbiano possibilità di accesso e si eviti un blocco causato da un singolo proprietario del brevetto Sep. I detentori dei Sep vengono comunque remunerati per la loro proprietà intellettuale, ma ai consumatori si garantisce un’ampia gamma di prodotti interoperabili sul mercato.

Cercare le ingiunzioni dei tribunali è uno strumento legittimo per i detentori dei brevetti in caso di violazione della loro proprietà, ma per la Commmissione non si può usare lo stesso strumento nel caso dei Sep, in quanto rappresenta un possibile abuso di posizione dominante se il detentore dei Sep si è volontariamente impegnato a dare in licenza questi brevetti a condizioni Frand e se la società contro cui si vuole far valere l’ingiunzione è disposta a pagare a quei termini. Di solito le ingiunzioni chiedono il blocco dei prodotti che violerebbero la proprietà intellettuale, risultando nell’esclusione di tali prodotti dal mercato; oppure, la società contro cui viene scatenata l’ingiunzione si trova costretta, pur di mantenere i propri prodotti in vendita, a negoziare termini di licenza a condizioni anti-concorrenziali. Secondo la Commissione europea si tratta di un meccanismo inaccettabile perché dannoso per l’innovazione e per i consumatori.

Il Sep di Motorola Mobility in questione riguarda lo standard Gprs, parte dello standard Gsm, definito dallo European telecommunications standardisation institute (Etsi), alla base delle comunicazioni mobili. Quando questo standard è stato adottato in Europa, Motorola ha definito i suoi brevetti come Sep e si è impegnata a darli in licenza a condizioni non-discriminatorie.

Per la Commissione si tratta dunque di abuso da parte di Motorola fare richiesta e far applicare un’ingiunzione contro Apple in Germania sulla base di un Sep che la stessa Motorola si era impegnata a dare in licenza in base ai termini Frand e che Apple aveva accettato di remunerare a quei termini.