Multa Antitrust da 4,6 milioni a Vodafone: “Pubblicità ingannevole sulla fibra” - CorCom

LA SANZIONE

Multa Antitrust da 4,6 milioni a Vodafone: “Pubblicità ingannevole sulla fibra”

Le motivazioni della decisione: “Claim enfatici negli spot, ma poche informazioni ai consumatori sulle limitazioni e le reali potenzialità del servizio offerto e sulle opzioni aggiuntive a pagamento per raggiungere le prestazioni pubbicizzate”

27 Apr 2018

A. S.

Una sanzione da 4,6 milioni di euro per pratica commerciale scorretta è stata decisa dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. “Nelle campagne pubblicitarie inerenti l’offerta commerciale di connettività in fibra ottica (cartellonistica, sito web, below the line e spot televisivi) – spiega l’Antitrust in una nota – Vodafone, a fronte del ricorso a claim volti a enfatizzare il raggiungimento delle massime prestazioni in termini di velocità e affidabilità della connessione, ha omesso di informare immediatamente e adeguatamente i consumatori circa le caratteristiche della tecnologia di trasmissione utilizzata e le relative limitazioni nonché le reali potenzialità del servizio in fibra offerto (inclusi l’effettiva velocità di navigazione, i servizi fruibili e i limiti derivanti dallo sviluppo geografico della rete). Inoltre, nelle offerte commerciali della connettività in fibra – prosegue l’authority – non è stata data adeguata visibilità al fatto che per ottenere la massima velocità pubblicizzata fosse necessario attivare un’opzione aggiuntiva, a pagamento dopo un primo periodo di gratuità”.

In conseguenza di tale condotta omissiva e ingannevole, il consumatore, a fronte dell’uso del termine onnicomprensivo “fibra”, spiega l’Antitrust,  non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che caratterizzano, in concreto, l’offerta. “L’assenza di un’informazione chiara sulle caratteristiche e la qualità del servizio pubblicizzato impedisce, dunque, al consumatore – prosegue la nota – di assumere una decisione di acquisto consapevole”.

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“La condotta ingannevole e omissiva risulta particolarmente rilevante in considerazione dell’importanza del settore economico interessato – conclude l’authority – caratterizzato da modelli di consumo ed esigenze degli utenti in continua e radicale evoluzione, a fronte di una crescente offerta di servizi digitali”.

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