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Net neutrality, la Kroes: “No a rallentamenti occulti sulla Rete”

Pubblicata oggi la Comunicazione sulla neutralità della rete in vista del recepimento, il prossimo 25 maggio, delle nuove norme sulle Tlc. “Fare chiarezza sulla velocità effettiva di navigazione e no al blocco di servizi”. Gambardella (Etno): “Servono nuovi modelli di business per sostenere gli investimenti nelle reti”

19 Apr 2011

Garantire a cittadini e imprese l'accesso a Internet in modo
aperto e neutrale. Questo l'obiettivo alla base della
Comunicazione sulla Net Neutrality a firma di Neelie Kroes, Vice
Presidente della Commissione Europea e Commissario per l’Agenda
Digitale.

"Sono determinata a garantire che cittadini e imprese
nell’ambito della Ue possano godere dei benefici di un’internet
aperta e neutrale, senza restrizioni occulte e alle velocità
promesse dai fornitori di servizi. Credo fermamente nel principio
della concorrenza, che è essenziale nelle nuove norme rafforzate
sulla trasparenza, sulla qualità dei servizi e sulla possibilità
di cambiare facilmente operatore. Nel giro di pochi mesi, in
stretta collaborazione con le autorità di regolamentazione degli
Stati membri, monitorerò rigorosamente il rispetto delle nuove
norme dell’UE per assicurarmi che garantiscano un’internet
aperta", sottolinea il commissario Kroes.

La Commissione vigilerà affinché le nuove norme di
telecomunicazione sulla trasparenza, la qualità del servizio e la
possibilità di cambiare operatore, che entreranno in vigore il 25
maggio 2011, siano applicate in modo da garantire che il principio
di un’internet aperta e neutrale sia rispettato nella
pratica.

La Commissione presterà attenzione in particolare all’esistenza
di restrizioni generalizzate di servizi e applicazioni leciti e al
fatto che le connessioni a banda larga dei cittadini e delle
imprese siano veloci come indicato nella pubblicità dei fornitori
di servizi internet.

In particolare la Commissione ha chiesto all’Organismo dei
regolatori europei, il Berec, di avviare un’analisi rigorosa
della situazione su questioni cruciali in modo da ottenere
un’Internet aperta e neutrale, come le barriere al cambio di
operatore, il blocco o lo strozzamento del traffico via internet
(ad esempio i servizi di telefonia via internet), la trasparenza e
la qualità dei servizi.

"Alla fine del 2011 – annuncicerà il Commissario Kroes –
pubblicherò i risultati, compresi i casi di blocco o di
strozzamento di alcuni tipi di traffico. Nel caso in cui non sia
soddisfatta, non esiterò a proporre provvedimenti più rigorosi,
sotto forma di orientamenti o perfino di misure legislative
generali per realizzare la concorrenza e la possibilità per i
consumatori di scegliere ciò che meritano. Nel caso in cui ciò
risultasse insufficiente, sono pronta a proibire il blocco di
servizi o applicazioni leciti.”

Se è vero che non è stata stabilita una definizione di
“neutralità della rete”  è anche vero che dal 25 maggio la
neutralità sarà un requisito previsto dalla normativa UE: le
autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni degli Stati
membri promuovono la capacità degli utenti di internet di accedere
e distribuire informazioni e di eseguire applicazioni e servizi di
loro scelta” (articolo 8, paragrafo 4, lettera g) della direttiva
quadro sulle telecomunicazioni 2002/21/CE, modificata dalla
Direttiva 2009/140/CE).

Altre norme importanti per quanto riguarda la neutralità della
rete che entrano in vigore il 25 maggio nell’ambito della
normativa sulle telecomunicazioni dell’UE riguardano la
trasparenza (ad esempio restrizioni che limitano l’accesso a
servizi o applicazioni, o la questione delle velocità di
connessione), la qualità del servizio (le autorità di
regolamentazione possono stabilire livelli minimi di qualità) e la
capacità di cambiare operatore (nel termine di un giorno
lavorativo).

Trasparenza del servizio
I consumatori hanno diritto a scegliere il proprio fornitore di
servizi internet basandosi su informazioni adeguate riguardo le
possibili restrizioni all’accesso a determinati servizi, le
velocità di connessione effettive e i possibili limiti delle
velocità di Internet. I fornitori di servizi di telecomunicazione
saranno obbligati in base alle nuove norme sulle telecomunicazioni
dell’UE, in vigore dal 25 maggio 2011, a informare i consumatori
– prima di firmare un contratto – in merito alla natura del
servizio al quale si stanno abbonando, alle tecniche di gestione
del traffico e alle loro ripercussioni sulla qualità del servizio,
nonché ad altre eventuali limitazioni (ad es. limiti di larghezza
di banda o di velocità di connessione disponibile). Il BEREC ha
reso noto che la maggior parte delle autorità regolamentari degli
Stati membri hanno ricevuto denunce sulle discrepanze esistenti tra
le velocità di consegna pubblicizzate e le velocità di consegna
effettive per la connessione a internet.

Blocco o strozzamento del traffico lecito via
internet

Il blocco può consistere nel rendere difficile l’accesso oppure
nel limitare alcuni servizi o siti web di internet. Ad esempio,
alcuni operatori di comunicazioni mobili bloccano i servizi di
Protocollo voce su internet (VoIP). Lo strozzamento che viene usato
per gestire il traffico internet e minimizzare la congestione, può
essere usato per rallentare alcuni tipi di traffico, come il video
streaming fornito ai consumatori da un concorrente, e di
conseguenza può incidere sulla qualità del contenuto. La
relazione odierna dimostra che ci sono stati alcuni casi di
trattamento diseguale di dati da parte di alcuni operatori. Sebbene
molti casi siano stati risolti volontariamente, spesso dopo
l’intervento delle autorità regolamentari degli Stati membri, si
rendono necessarie informazioni più esatte per distinguere casi di
blocco contrattuale o di fatto da quelli che subordinano
l’accesso a taluni servizi a un pagamento supplementare.
Occorrono inoltre dati sulla portata (isolata o generalizzata)
delle pratiche di blocco individuate.

Gestione del traffico via internet
La maggior parte degli utenti internet possono accettare che una
email impieghi pochi secondi per raggiungere il suo destinatario,
ma siffatto ritardo costituisce un problema per le comunicazioni a
voce online o le video chat. La relazione di oggi evidenzia un
consenso generale sulla necessità di assicurare un flusso senza
ostacoli del traffico via internet, in particolare quando le reti
sono congestionate, così da garantire costantemente una buona
qualità del servizio. In generale, esiste un accordo nel senso che
gli operatori devono poter stabilire i propri modelli di commercio
e gli accordi commerciali. Tuttavia, alcune parti sono preoccupate
dal possibile abuso della gestione del traffico, ad esempio, al
fine di concedere un trattamento preferenziale a un servizio
rispetto a un altro. La Commissione e il Berec stanno monitorando
la situazione.

Cambio dei fornitori di servizi
La relazione della Commissione ha confermato il fatto che è di
cruciale importanza garantire che i consumatori possano cambiare
facilmente operatore. Le nuove norme sulle telecomunicazioni
concernenti la portabilità del numero, che prevedono che i
consumatori possano cambiare operatore, conservando i propri numeri
entro un giorno lavorativo, dovrebbero costituire al riguardo un
aiuto. Inoltre, le nuove norme garantiscono che la risoluzione del
contratto non rappresenti un ostacolo al cambio di operatore. La
Commissione e il Berec studieranno in che modo realizzare il cambio
nella pratica.

“Le Direttive europee sulle comunicazioni elettroniche
garantiscono già l’apertura di Internet e la trasparenza per i
consumatori, riconoscendo al contempo la necessità d’innovazione
delle reti e dei modelli di business. Infatti, con il rapido
incremento del traffico di dati sulle reti fisse e mobili, una
gestione efficiente di tali reti è fondamentale per lo sviluppo
dei nuovi servizi”, afferma Luigi Gambardella,
Chairman dell’Executive Board di Etno.“Al fine
di sostenere la crescita del mercato digitale ed un modello di
Internet sostenibile, l’industria ed i policy maker dovrebbero
adottare un approccio aperto e di stimolo verso i nuovi modelli di
business, che supporti gli investimenti nelle reti ad alta
capacità. In mercati fortemente competitivi per la banda larga
fissa e mobile, ogni ulteriore intervento regolamentare che
ridimensioni la gestione del traffico e la differenziazione dei
servizi minerebbe l’economia digitale europea e soffocherebbe
l’innovazione”.