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Nga, Bernabè: “No alle reti come tubi stupidi”

Si scalda il dibattito a seguito della Raccomandazione Ue. I vertici delle big telco esprimono alcune riserve sulle modalità stabilite in merito ai prezzi di accesso alle infrastrutture. Ma soprattutto temono che l’Europa consideri le reti alla stregua di “commodity” senza valore

24 Set 2010

Troppe regole dall’Ue per le reti broadband di nuova generazione:
i leader delle telecom europee non mostrano grande entusiasmo di
fronte alle proposte della Commissione europea per regolamentare le
Ngn. Il rischio è che un eccesso di norme freni gli investimenti
su larga scala di cui queste reti hanno bisogno; inoltre i grandi
operatori non gradiscono la raccomandazione che chiede di dare
accesso low-cost ai concorrenti alle loro infrastrutture.

“Non mi sento del tutto in sintonia con queste proposte”, ha
commentato il Ceo di France Telecom, Stephane
Richard.
“Se con queste raccomandazioni la Commissione
Ue vuole lasciare intendere che vede le reti come commodity o
utlity…l’Internet di nuova generazione non diventa più un
investimento così interessante”, ha continuato Richard, che ha
parlato in occasione della conferenza organizzata a Bruxelles dalla
European telecommunications network operators’ association.

L'Ad di Telecom Italia Franco Bernabè accende
i riflettori sul ruolo che si vuole dare alle nuove reti. Il timore
del numero uno di Telecom Italia è che si guardi alle
infrastrutture come "dumb pipes", tubi stupidi, ossia
meri cavi per il trasporto dati laddove per le telco rappresentano
un valore e un'opportunità anche e soprattutto in termini di
servizi erogabili. Per le telco la chance sta proprio nelle
applicazioni innovative sul "modello" Google, Skype o
Facebook.

Zeinal Bava, capo di Portugal Telecom, ha detto
che le proposte Ue sulla concorrenza “non trovano il giusto
equilibrio”. Molte telecom europee, tra cui France Telecom e la
spagnola Telefónica, hanno condotto azione di lobby presso la
Commissione perché vorrebbero far pagare i content provider per la
fornitura di contenuti ai loro clienti, ma la Kroes si è detta
contraria a questa ipotesi.

Il commissario alla Digital Agenda ha risposto ai leader delle
telco nel corso della stessa conferenza di Bruxelles: “Tutte le
aziende che investono nella transizione alla fibra hanno il mio
supporto, ma escludo ogni possibilità di regulatory holidays”,
ha ribadito la Kroes, riferendosi all’opportunità chiesta dalle
aziende che investono nella fibra di sfruttare le nuove reti senza
obbligo di garantire accesso ai concorrenti a prezzi equi.