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VODAFONE

Ngn, Bertoluzzo: “La società veicolo è la via maestra”

In audizione alla Camera, l’ad di Vodafone Italia accende i riflettori sulla necessità di realizzare al più presto un’infrastruttura in grado di modernizzare il Paese. “Metroweb un buon punto di partenza”. E fra le altre proposte. “Il governo metta la telefonia fissa al centro del programma delle liberalizzazioni”

15 Feb 2012

F.Me.

"Bene la cabina di regia del Governo su Agenda Digitale, ora è importante che il tema delle infrastrutture di telecomunicazioni sia al centro delle priorità del Paese". Lo ha detto l’ad di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo in audizione davanti alla commissione Trasporti e Tlc della Camera.

"Telefonia mobile e fissa sono due mercati diversi, complementari e strategici per il Paese, non infrastrutture alternative l’una all’altra – ha sottolineato – Il mercato della telefonia mobile in Italia, con quattro operatori infrastrutturati, grazie ad una forte spinta competitiva, genera sviluppo, corsa all’innovazione e vantaggi per il consumatore con prezzi in calo e ingenti investimenti sulle reti e per le frequenze. Sul mercato della telefonia fissa continua a pesare l’assenza di una concorrenza infrastrutturale, per questo l’innovazione non arriva. La mancanza di domanda di fibra è un falso problema: come se per fare le reti Umts avessimo aspettato l’arrivo degli smartphone. Non le avremmo mai fatte".

Secondo Bertoluzzo "il mercato della telefonia fissa è un business in perdita per assetto delle regole e del mercato: zero marginalità per gli operatori alternativi. Il 100% della generazione di cassa va a Telecom che mantiene il monopolio dell’accesso, con canoni e prezzi in aumento e in controtendenza rispetto all’Europa. Per questo auspichiamo che il Governo metta al centro del programma di liberalizzazioni anche la telefonia fissa".

"Abbiamo appreso del nuovo piano di Telecom Italia – ha puntualizzato – Se fosse confermato, sarebbe un grande passo indietro: non è più rete di nuova generazione in fibra, bensì di vecchia generazione in rame che ha moltissime limitazioni. Un simile piano lascerebbe il Paese indietro e farebbe fare un ulteriore passo indietro alla concorrenza. Abbiamo sentito parlare di un progetto in due fasi: uno spreco di risorse che questo Paese non si può permettere che sposterebbe il problema ancora più in avanti allungando la vita della rete in rame e accelerando ulteriormente la rimonopolizzazione del mercato della telefonia fissa".

"E’ assolutamente lecito e condivisibile che Telecom presenti il proprio piano e scelga come fare la propria rete per massimizzare il valore per i propri azionisti ma l’interesse del Paese può essere altrove". In questa prospettiva ci sono tre "caveat": "che le istituzioni mantengano l’ambizione di portare la fibra fino alla casa dei cittadini per portare sviluppo al Paese; che l’Autorità vigili con regole a tutela della concorrenza a prescindere dalle scelte dell’incumbent; se ci sono soldi pubblici come il Piano EuroSud per l’Agenda Digitale devono andare ad un progetto aperto alla competizione per portare la fibra fino alle case e alle imprese. Non possono certo essere usati per finanziare un progetto privato di un singolo operatore. Partnership pubblico-private come l’esempio Trentino, sono tutte da vagliare sotto il profilo degli aiuti di Stato, e non possono rappresentare il modello di sviluppo e di modernizzazione di cui il Paese ha bisogno".

La soluzione di un veicolo societario – spiega Bertoluzzo – è "la via maestra per realizzare una infrastruttura in grado di modernizzare il Paese, subito disponibile per capitalizzare il valore degli investimenti pubblici e privati".

"Più che cercare accordi teorici dobbiamo andare avanti con quello che già esiste -ha concludo – Metroweb ha la natura di veicolo societario che serve e può essere il punto di partenza, e se c’è un progetto per andare oltre Milano. Abbiamo dato la nostra disponibilità a diventare clienti di Metroweb e, se questo consentirà di accelerare lo sviluppo, anche di partecipare all’equity".

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