L'INTERVISTA

Non solo bollette a 28 giorni. L’Agcom stringe sui modem. Cardani: “Tra un mese ci saranno novità”

Il presidente dell’Authority in un’intervista al Corriere della Sera: “Interverremo sulla questione. Ci sono criticità rispetto al regolamento Ue sulla net neutrality”. I cittadini che non vogliono pagare i dispositivi in dotazione possono restituirli

Pubblicato il 23 Feb 2018

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“Oggi i modem vengono spesso forniti dagli operatori obbligatoriamente e senza che siano interoperabili nel caso che l’utente cambi gestore. Una situazione critica rispetto al regolamento Ue sulla Net neutrality, su cui interverremo dopo che tra un mese sarà conclusa la consultazione pubblica”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, facendo il punto sull’istruttoria incentrata sui router per la connessione a internet, un tema che vede già in campo diversi gruppi di pressione per la liberalizzazione del mercato con lo slogan #modemlibero.

Quanto ai cittadini che decidono di cambiare operatore e non vogliono pagare in un’unica soluzione le rate mancanti per il modem, Cardani sottolinea che “basta restituirlo”, annunciando che “su questo potrebbero esserci presto delle novità”.

Sulle bollette a 28 giorni inoltre Cardani annuncia la linea dura di Agcom: “La legge ha esteso anche alla telefonia mobile e alla pay tv quello che nel marzo 2017 noi avevamo già previsto per la telefonia fissa e le offerte convergenti, ovvero la cadenza mensile. Dunque, gli operatori continuano a essere inadempienti rispetto alla nostra delibera, la cui validità è stata confermata dal Tar del Lazio. Per questo abbiamo avviato nuovi procedimenti sanzionatori per le società”.

Rimane il caso degli aumenti dell’8,6% contestuali al passaggio alla fatturazione mensile: “Il singolo operatore – spiega Cardani – può fissare liberamente i suoi prezzi, ma se tutti gli operatori contemporaneamente o quasi fissano lo stesso aumento viene compromessa la libertà dei consumatori, che se volessero recedere non saprebbero presso quale società andare per trovare prezzi migliori. Per questo abbiamo scritto all’Antitrust, che sta verificando se dietro questo movimento dei prezzi ci sia un’intesa tra gli operatori, implicita o esplicita”

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