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LA VERTENZA

Nsn, sciolto il presidio dei lavoratori: nuovo tavolo dal prefetto

Dopo due settimane di blocco ai cancelli a Cassina De’ Pecchi i sindacati ottengono un incontro con l’azienda sui 110 licenziamenti e lasciano entrare il board. La società: “Assicurare la continuità del servizio”. I sindacati: “Ora riaprire il dialogo”

20 Ott 2014

Antonello Salerno

“Dal primo pomeriggio si è creata una fila di più di 10 automobili davanti ai cancelli dello stabilimento. In attesa di poter rientrare in ufficio c’era tutto il board di Nsn, ma i lavoratori non li hanno lasciati passare finché non è stata ufficiale la disponibilità a un incontro con i sindacati, che si terrà in prefettura domani pomeriggio o al più tardi mercoledì mattina”. A parlare è Andrea Bellisai, coordinatore nazionale Nsn per Fim Cisl. “In assemblea davanti ai cancelli i lavoratori hanno deciso per il momento di lasciar entrare chi vuole, in attesa di conoscere i risultati dell’incontro in Prefettura – precisa Bellisai – A quel punto si convocherà una nuova assemblea e si deciderà come proseguire con la mobilitazione”.

Il mancato accordo tra azienda e sindacati al ministero del Lavoro, con la fine della procedura obbligatoria per la mobilità, risale al 30 settembre, mentre le lettere di licenziamento erano partite dopo una settimana, il 6 ottobre: da quel giorno sono iniziati i presidi. Intanto il numero dei licenziati era sceso dagli iniziali 154 a 110, secondo quanto comunicato dall’azienda ai sindacati.

“Nsn ha tentato di fare un blitz – spiega Roberto Zanotto, coordinatore della vertenza per la Fiom – pensavano che nel primo pomeriggio sarebbero entrati in tranquillità, ma non hanno potuto farlo fino alle 17, quando il prefetto ci ha assicurato la disponibilità per l’incontro. In quella sede porremo due temi: quello degli incentivi per chi accetta di andare via, e quello della ricollocazione per chi vuole rimanere. E ci aspettiamo di avere risposte concrete”.

Dal canto suo l’azienda motiva il fatto di aver deciso di “forzare” sul rientro in azienda “per poter assicurare la dovuta continuità del servizio”. Al presidio oggi sono intervenuti anche i carabinieri per tenere sotto controllo la situazione ed evitare che si verificassero incidenti e che la situazione degenerasse.

“Due settimane di presidio sono servite. A questo punto – conclude Bellisai – la cosa importante è che ci sia un nuovo tavolo per incontrare il management e provare a vedere se si riesce e reimpostare i ragionamenti che avevamo iniziato durante la procedura. Oggi non siamo in grado di sapere cosa risponderà l’azienda, ed è chiaro che la situazione è più difficile di quanto lo fosse due settimane fa: speriamo comunque che si apra qualche spiraglio”.

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