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Nuove frequenze in arrivo. Si stringe sull’asta alla tedesca

L’Agcom accelera sulla gara per l’assegnazione di un pacchetto misto di frequenze. Attesi per lo Stato incassi fra 2 e 2,5 miliardi. Consultazione pubblica entro il 2011

26 Ott 2010

Si stringono i tempi all'Authority per le comunicazioni per
l'asta delle frequenze per la telefonia mobile, che verranno
liberate dalle tv locali in seguito al completamento del passaggio
al digitale terrestre. Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom,
ha detto che "tutto converge a far ritenere che la gara si
terrà entro il 2011 – ha detto Calabrò – c'è una grande fame
di soldi al ministero dell'Economia e un grande bisogno di
frequenze da parte degli operatori di Tlc". In ogni caso non
si andrà oltre il 2013, termine indicato da Bruxelles. Per Enzo
Savarese, commissario dell'Agcom, la gara per
l'assegnazione delle frequenze "non si concluderà prima
della fine del prossimo anno".

Secondo il Sole 24 Ore, la via che l'Italia intende seguire è
quella del modello tedesco, con un pacchetto misto di frequenze
(quelle a 800 Mhz – i canali dal 61 al 69 liberate dalle tv locali;
e quelle a 1.800 e 2.500 Mhz attualmente in mano alla Difesa). La
consultazione pubblica dovrebbe essere pronta già entro
l'anno.

L'asta per il cosiddetto "dividendo digitale
esterno", rapportando popolazione e dimensioni del mercato,
sulla carta potrebbe produrre proventi per 3 miliardi. Ma le
condizioni del settore e le dinamiche degli operatori fanno in
realtà stimare un importo nettamente inferiore, ottimisticamente
intorno ai 2-2,5 miliardi di euro. Per arricchire le entrate, il
Governo potrebbe pensare a una revisione dei canoni dovuti dagli
operatori.

Da un lato, il ministro Tremonti punta a incamerare i proventi per
sostenere lo sviluppo o spese obbligatorie già nel prossimo
decreto "milleproroghe"; dall'altro il presidente
dell'Authority, Corrado Calabrò, che spinge a legare parte dei
proventi allo sviluppo della banda larga fissa e mobile nel paese e
alla compensazione delle emittenti televisive locali, che abbiano
ceduto le frequenze.

Dal canto loro gli operatori – Tim, Vodafone, Wind e 3 – hanno fame
di banda, per sostenere il crescente aumento di traffico dati,
figlio degli smartphone.

Successivamente alla consultazione pubblica il Garante dovrebbe
definire le regole (intorno a marzo-aprile): entrerà quindi in
gioco il governo con il ministero dello Sviluppo economico: sarà
emanato il bando, nominato un advisor e la gara potrebbe ultimarsi
alla fine del 2011.