La Commissione europea ha avviato la consultazione pubblica per raccogliere commenti sulla bozza delle nuove Linee guida Ue sui merger. Queste sostituiranno le attuali Linee guida sulle concentrazioni orizzontali e le Linee guida sulle concentrazioni non orizzontali. Si tratta della riforma più significativa in materia di concorrenza nell’Ue degli ultimi vent’anni, con un impatto eventuale anche sui merger nel mondo delle Tlc.
“L’Europa ha bisogno di aziende audaci e innovative in grado di competere sulla scena globale. Abbiamo il talento. Ora dobbiamo creare l’ambiente favorevole per i futuri campioni d’Europa”, ha dichiarato la Presidente Ursula von der Leyen. “Oggi pubblichiamo la bozza delle nostre Linee guida sulle concentrazioni per supportare al meglio le imprese affinché possano prosperare, crescere e innovare. Si tratta di un approccio ambizioso alla nostra politica di concorrenza, che ci consentirà di affrontare le realtà di un’economia globale estremamente competitiva e di rafforzare la nostra competitività, preservando al contempo la prevedibilità e la certezza che gli investitori apprezzano maggiormente in Europa”.
Indice degli argomenti
Merger in Ue, le modifiche proposte
Le nuove linee guida sui merger mirano a modernizzare il modo in cui la Commissione valuta le fusioni, per riflettere il mutato contesto geopolitico e commerciale, in cui la dimensione industriale e la competitività globale, così come l’innovazione e gli investimenti, sono diventati sempre più importanti, e la sostenibilità e la resilienza sono diventate parametri rilevanti per la concorrenza.
La crescita e l’espansione delle imprese nei mercati globali per raggiungere le dimensioni necessarie a competere possono essere pro-competitive, favorendo l’innovazione, gli investimenti e la resilienza, e sono necessarie per promuovere una crescita economica sostenibile e per competere e assumere un ruolo di leadership a livello globale.
Il progetto di orientamento sulle fusioni si propone di sostenere e rafforzare la competitività globale dell’Ue e focalizzare l’attenzione sull’innovazione e sugli investimenti nell’ambito di un approccio più dinamico alla valutazione delle fusioni. Ciò include una serie di orientamenti sulla valutazione del danno dinamico e delle “acquisizioni killer”, introducendo al contempo uno “Scudo per l’innovazione” per le fusioni non problematiche che coinvolgono piccole imprese innovative, comprese le start-up e i progetti di ricerca e sviluppo.
Aggiornamento dell’analisi del potere di mercato
Un ulteriore obiettivo è riconoscere la sostenibilità e la resilienza come importanti realtà competitive, fornendo orientamenti su come il loro contributo positivo all’economia e alla società nel suo complesso possa essere considerato nelle revisioni del controllo delle concentrazioni.
L’Ue intende anche aggiornare e perfezionare gli orientamenti sull’analisi del potere di mercato, dell’esclusione e del coordinamento. Ciò garantirà che la Commissione sia attrezzata per affrontare l’impatto dei diversi tipi di fusioni su prezzo, qualità e innovazione in un’economia in evoluzione.
Le nuove linee guida forniscono anche orientamenti dettagliati su come la Commissione valuterà i benefici delle fusioni – denominati efficienze – promossi dalle imprese, comprese le efficienze dinamiche positive relative all’innovazione e agli investimenti, che potrebbero richiedere più tempo per concretizzarsi. Vengono anche presentati nuovi orientamenti sulle situazioni in cui gli Stati membri possono intervenire in fusioni altrimenti non problematiche per tutelare legittimi interessi pubblici.
La consultazione pubblica sarà aperta ai commenti fino al 26 giugno 2026.
Connect Europe: integrare innovazione e investimenti
“Valuteremo attentamente in che misura la bozza degli orientamenti rifletta concretamente gli obiettivi di alto livello definiti nelle relazioni Draghi e Letta, nonché nelle linee guida politiche della Presidente von der Leyen. In un contesto globale sempre più instabile, la politica europea in materia di concorrenza deve adattarsi alle mutevoli realtà del mercato odierno e sostenere la capacità delle imprese europee di crescere, innovare, investire e competere”, ha commentato Connect Europe.
L’associazione ha fatto sapere che “valuterà inoltre la bozza in base ai principi enunciati nella recente relazione del BRG, intitolata ‘Un quadro dinamico per la valutazione delle fusioni orizzontali'”.
Una volta approvati, i nuovi orientamenti dovrebbero fornire alla DG Comp strumenti concreti per integrare efficacemente innovazione, investimenti, economie di scala e sviluppo delle capacità nel processo di valutazione delle fusioni. Questi fattori sono cruciali per la futura competitività, sicurezza e resilienza dell’economia e della società europea, come sottolineato anche dal direttore generale di Connect Europe, Alessandro Gropelli.
Merger in Ue, il quadro del consolidamento nelle Tlc
Il settore europeo delle telecomunicazioni sta vivendo una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da due dinamiche parallele: da un lato un forte impulso al consolidamento industriale, dall’altro un tentativo istituzionale di costruire un vero mercato unico delle reti.
Un esempio recente riguarda le indiscrezioni sulla possibile fusione tra Deutsche Telekom e T-Mobile. L’operazione, ancora in fase preliminare, potrebbe dare vita a uno dei più grandi operatori globali per valore e dimensioni.
T-Mobile rappresenta la parte più rilevante dei ricavi e della redditività del gruppo e mantenere una partecipazione non totalitaria genera inefficienze e complessità decisionali. Una fusione completa consentirebbe, invece, di semplificare la struttura societaria, migliorare l’allocazione del capitale e rafforzare la capacità competitiva su scala globale.
L’operazione presenta ostacoli significativi, soprattutto di natura politica e regolatoria, legati al ruolo dello Stato tedesco tra gli azionisti e alle autorizzazioni necessarie nei vari Paesi. Tuttavia, l’Europa sembra più propensa ad accettare le fusioni tra operatori per creare player di dimensioni sufficienti a competere con i giganti americani e asiatici.
Una dinamica simile è in corso in Francia, dove Bouygues Telecom, Orange e Iliad hanno avviato negoziati per acquisire Sfr, il secondo operatore nazionale. L’offerta, superiore ai 20 miliardi di euro, prevede una possibile divisione degli asset tra i tre gruppi. Se il deal andasse a buon fine, il mercato francese passerebbe da quattro a tre operatori.
Queste operazioni industriali si inseriscono nel contesto del Digital Networks Act, la proposta normativa con cui l’Unione europea punta a superare la frammentazione del settore delle Tlc.
L’obiettivo è trasformare l’attuale mosaico di 27 mercati nazionali in un unico ecosistema integrato, capace di attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo di infrastrutture avanzate come le reti gigabit.
Il percorso non è privo di tensioni. Temi come la gestione dello spettro radio, il ruolo delle autorità nazionali e la sovranità digitale restano altamente sensibili.


