Nuovo Cad, Boccadutri: "Svolta e-payment, ma la PA si faccia carico dei costi" - CorCom

LA RIFORMA DIGITALE

Nuovo Cad, Boccadutri: “Svolta e-payment, ma la PA si faccia carico dei costi”

“Introdotto il concetto di neutralità dei sistemi di pagamento”, evidenzia il deputato del PD. Tutte le carte saranno accettate e via anche ai micropagamenti via sms e con credito telefonico. Ma per il decollo del sistema bisognerà intervenire sui costi di commissione: “Inaccettabile il surcharge applicato, serve una soluzione”

11 Ago 2016

Alessandro Longo

Le PA saranno obbligate ad accettare ogni tipo di pagamento elettronico, con ogni mezzo: qualunque sia la carta; persino quelli via sms con credito telefonico. Sono queste le novità apportate dal nuovo Codice dell’amministrazione digitale, approvato in via definitiva ieri dal Consiglio dei ministri (e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale). Nell’ultimo testo, il Governo ha integrato anche i 18 punti dei pareri della Camera, di cui uno è dedicato ai pagamenti elettronici. Un tema di cui si è occupato in particolare da Sergio Boccatutri (PD).

Boccadutri, nel nuovo Codice dell’amministrazione digitale quali sono i punti che cambieranno il nostro modo di pagare la PA?

Abbiamo introdotto il concetto di neutralità dei sistemi di pagamento verso la PA. Adesso alcuni sistemi escludono certi tipi di carte, quelli di circuiti internazionali. Ma sono carte sempre più spesso fornite dalle banche agli utenti. Le pubbliche amministrazioni dovranno accettare tutte le carte, quindi. E’ una novità prevista nei pareri della Camera e poi inserita nell’ultimo testo del decreto Cad. Non era presente, insomma, nel testo approvato in via preliminare dal Governo a gennaio.

Il secondo punto di novità sui pagamenti nel Cad- ma già presente nel decreto di gennaio (come anche nella legge delega)- è l’accettazione anche di micropagamenti via sms e con credito telefonico, verso la PA. Una norma che andrà coordinata con il recepimento della nuova direttiva sui pagamenti elettronici PSD2.

Ma quali saranno adesso i tempi e il percorso attuativo per queste due novità? Sappiamo appunto che il Cad contiene principi che fanno da fondamento giuridico per altre norme specifiche…

La norma sulla neutralità si applicherà in modo immediato, non servono regole ulteriori. Semplicemente, d’ora in avanti i bandi per i sistemi di pagamento pubblici dovranno prevedere il supporto a tutte le carte. Per l’altro punto invece lo scoglio è l’adeguamento di tutti i sistemi degli operatori mobili. Credo che faranno come per le donazioni via sms: un consorzio per istituire un numero unico di pagamento per ogni amministrazione. Uguale per tutti gli operatori. La novità è il pagamento via sms con credito telefonico. Il pagamento via internet, con cellulare, è già contemplato per le pubbliche amministrazioni.

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Come è cambiato in Italia il quadro normativo dei pagamenti digitali verso la PA?

In generale, in che modo il Cad favorisce lo sviluppo dei pagamenti elettronici nelle PA? Già nell’attuale normativa c’è l’obbligo per tutte le PA a fare pagamenti elettronici e in particolare a aderire a PagoPA, il nodo dei pagamenti, entro dicembre 2016 (prorogato rispetto alla scadenza di dicembre 2015)…

Sì, ma abbiamo dato un supporto più forte e più esplicito a queste norme indicando per la prima volta una piattaforma specifica- PagoPA- senza escludere però la possibilità per le amministrazioni di usare un altro strumento.

Che cosa manca adesso da fare, a livello normativo?

Bisognerebbe anche occuparsi degli aspetti relativi alle commissioni sui pagamenti. Adesso le PA fanno una surcharge, cioè applicano un costo di commissione ribaltando sull’utente quello pagato alla banca. Cosa che invece non avviene nei negozi. E’ una cosa inaccettabile: la PA dovrebbe sopportare il costo di commissione perché i pagamenti elettronici portano vantaggi al sistema Paese. Le PA vogliono evitare di essere accusate di danno erariale. Per superare il problema, bisogna cambiare le regole di bilancio pubblico. Una questione molto importante, su cui bisogna lavorare.

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