O2 e Virgin verso la fusione, Telefonica in trattative con Liberty - CorCom

CONSOLIDAMENTO

O2 e Virgin verso la fusione, Telefonica in trattative con Liberty

L’operazione sortirebbe la nascita di un colosso della telefonia fissa e mobile in Gran Bretagna, con uno share del 34% dei ricavi da servizi Tlc. Le parti lavorano su diritti di voto e una struttura di pagamento che non sottragga cash all’indebitata telco spagnola

04 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

Telefonica ha confermato di essere in trattative con Liberty Global per una fusione fra la sua controllata O2 e Virgin Media da cui nascerebbe il più grande player della telefonia fissa e mobile del Regno Unito. Lo riporta l’agenzia Bloomberg in base a fonti confidenziali. Il matrimonio fra O2 e Virgin Media arriverebbe dopo anni di corteggiamento tra Telefonica e Liberty.

Secondo l’agenzia di  informazione l’annuncio della fusione potrebbe arrivare già questa settimana. Le trattative si stanno concentrando su due punti: Telefonica e Liberty vogliono controllo paritario sulla fusione tra O2 e Virgin Media, e Telefonica vuole strutturare l’accordo in modo da non inficiare la sua capacità di ripagare il pesante debito.

Le indiscrezioni sui dettagli delle trattative non  sono state confermate dalle due aziende, ma la telco spagnola ha confermato che ci sono trattative in corso “su una potenziale integrazione delle rispettive attività nelle telecomunicazioni nel Regno Unito”, anche se non è certo che si raggiunga un accordo.

L’unione di O2 e Virgin Media potrebbe creare un’azienda dal valore stimato di 30 miliardi di dollari, secondo gli analisti Goldmans Sachs.

I termini dell’accordo

La prima richiesta di Telefonica, riporta Bloomberg, è di avere diritti di voto uguali a quelli di Liberty nella nuova società.  Executive e consulenti devono trovare il modo di soddisfare questa richiesta ma senza impedire a  Telefonica di continuare a restituire il suo ingente debito (38 miliardi di euro).

Ciò significa che è improbabile che la telco spagnola usi contante per chiudere l’affare. Sarebbe invece Liberty a fare un significativo pagamento in contanti a Telefonica come parte della transazione.

Ci sono altre incognite sull’accordo. Il tentativo di Telefonica di vendere la sua unit britannica a CK Hutchison Holdings è stata bloccata dai regolatori antitrust e il progetto di quotare O2 con un’offerta pubblica iniziale (Ipo) è stato abbandonato dopo che la Brexit ha creato forti turbolenze sul mercato azionario.

Un rivale per l’ex incumbent BT

Il ceo di Liberty Global Mike Fries ha dichiarato a settembre che acquisire un operatore mobile in Uk creerebbe sinergie per centinaia di milioni di dollari e aumenterebbe il cash flow grazie ai risparmi derivanti dall’unione dell’infrastruttura e del back-office e dal non dover più pagare l’accesso a reti di altri operatori.

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Secondo Goldman Sachs i ricavi dei servizi in Uk di Virgin e O2 sarebbero ben superiori a quelli dell’attuale numero uno di mercato BT. Le due aziende, se il merger fosse concluso, avrebbero intatti una quota congiunta del 34% delle entrate da servizi di telecomunicazione in Uk. Insieme Virgin e O2 sarebbero il solo vero rivale per BT capace di offrire ai clienti servizi sia fissi che mobili.

Spostamento di equilibri tra le telco Uk

Liberty Global ha uno stretto legame con la telco britannica Vodafone, consolidato dalla fusione delle loro unit olandesi e dall’accordo con cui Vodafone ha acquisito per 18,4 miliardi di dollari gli asset di Liberty Global in Germania, Repubblica Ceca, Ungheria e Romania. Ciò ha alimentato speculazioni sulla possibile fusione delle attività telecom anche in Gran Bretagna.

Di recente Vodafone si è aggiudicata da BT un contratto per fornire servizi mobili wholesale ai clienti britannici di Liberty. Tale accordo, secondo gli analisti, potrebbe essere rivisto se Virgin si fondesse con O2.

“Vodafone sarebbe il grande potenziale perdente” da un matrimonio Virgin-O2, ha commentato l’analista di New Street, James Ratzer, in una nota per i clienti. A Vodafone sfuggirebbe l’occasione di beneficiare di sinergie; la telco perderebbe anche i pagamenti wholesale da parte di Virgin.

Consolidamento sul mercato Tlc

Dopo la cessione degli asset centro-europei a Vodafone gli investitori di Liberty si sono chiesti che cosa l’azienda intendesse fare con i proventi dell’operazione. A novembre, il cfo di Liberty, Charlie Bracken, ha dichiarato che la società sta valutando l’opportunità di quotare alcune unit locali per creare maggior valore.

Telefonica non ha mai pubblicamente affermato di voler entrare nel mercato britannico della telefonia fissa ma ha sempre sostenuto la necessità di consolidamento sul mercato delle telecomunicazioni.

Per Telefonica un merger in Uk sarebbe funzionale al cambio di strategia annunciato a novembre e che intende focalizzarsi su quattro mercati core: Spagna, Brasile, Regno Unito e Germania. Per il resto delle attività in America Latina la telco spagnola è aperta a considerare ogni possibile opzione. Telefonica ha anche annunciato la creazione di nuove filiali in ambito hitech e infrastruttura e ora cerca modi per accelerare la crescita in queste due divisioni e sui quattro mercati principali, anche tramite alleanze e operazioni di M&A.

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