IL DIBATTITO

Palermo: “Cdp impegnata su connettività con Enel e Tim”

L’Ad di Cassa Depositi e Prestiti: “Internet è oggi al pari di un diritto costituzionale”. Il numero uno di Enel Starace sulla rete unica: “Sia una infrastruttura terza, non verticalmente integrata con chi opera nei servizi e contenuti della telefonia”

04 Giu 2020

A. S.

La connettività come diritto fondamentale delle persone. E’ la visione dell’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo: “Oggi tutto passa dalla connettività: la salute, la formazione dei nostri figli, il lavoro. E’ al pari di un diritto costituzionale – afferma partecipando all’EY digital talk “Italia riparte” – Per cui c’è un tema di creare una connettività diffusa nel Paese, che sia egualitaria, perché diventa un’opportunità di sviluppo omogeneo su tutto il territorio”. 

“Come Cdp – prosegue – siamo molto impegnati, insieme a Enel, insieme a Tim, per far sì che questo accada, perché diventi veramente il volano di sviluppo con il più alto potenziale nei prossimi anni. La crisi del Covid ci ha dimostrato che passa tutto dal digitale: la sanità, la formazione dei bambini, la scuola, ma passa anche il lavoro. Questa è un’enorme opportunità di riequilibrio sociale del nostro Paese. Significa poter portare un’inclusione dei processi produttivi in vaste aree del Paese che oggi sono fuori, penso al centro e al sud – conclude Palermo – Su questo tutti noi abbiamo un ruolo fondamentale, che può essere un’occasione di sviluppo importante”.

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Sul tema della rete unica è intervenuto l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace: “L’importante è continuare a cablare e fare presto – ha sottolineato parlando di Open Fiber, di cui Enel è azionista con Cdp al 50%  – Sono tante le reti in Italia, non c’è solo Open Fiber, c’è Fastweb, c’è Tim. Intanto che si discute  – ha concluso – l’importante è che si continui a cablare. Sono asettico su questo tema. Bisogna continuare a cablare e fare presto. L’importante è che sia una infrastruttura terza, indipendente, di Stato perché no, ma non verticalmente integrata con chi opera nei servizi e contenuti della telefonia”.

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