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Palm, manager in fuga: lascia il capo del software

Al via il programma di retention per i top executive per evitare l’emorragia. Intanto i negozi americani della catena Six RadioShack fermano le vendite degli smartphone

21 Apr 2010

Ancora cattive notizie per Palm, il produttore di handset da tempo
in crisi e ormai in cerca di un compratore: ha perso un importante
distributore negli Stati Uniti e il capo dello sviluppo software,
ed è costretta a distribuire incentivi agli altri executive per
frenare la disgregazione della squadra manageriale.

Il distributore in questione è Six RadioShack Corp.: i suoi negozi
di New York, Boston e Chicago hanno fatto sapere che non venderanno
più gli smartphone Palm Pre e Pixi; la notizia è confermata dal
sito Internet di RadioShack. Quanto al top manager che ha lasciato
l’azienda si tratta di Michael Abbott, che dirigeva le operazioni
software and services di Palm e che si è dimesso, con effetto dal
23 aprile.

Preoccupata, Palm ha avviato un retention program che prevede bonus
in azioni e contanti a diversi top executive. Un destino ironico
per l’azienda di Sunnyvale (California), pioniere della fusione
tra telefonino e funzionalità simili a quelle del Pc, ma poi
superata dai prodotti della concorrenza.

In crisi, Palm ha assunto alcuni consulenti per valutare una
possibile vendita, nella speranza che il suo sistema operativo
WebOs e il suo portafoglio di brevetti la rendano ancora un target
appetibile per altri produttori di hardware. In teoria Palm è un
affare interessante per diversi produttori di attrezzature telecom
asiatici, ma le difficoltà dell’azienda californiana rischiano
di scoraggiare gli offerenti, non ultima la perdita di valore delle
azioni.

L’uscita del top executive Abbott, a capo dello sviluppo di
applicazioni e servizi per la piattaforma per smartphone WebOs
(sistema  con cuore Linux e componenti proprietarie Palm), sarebbe
anzi il segnale che un accordo per la vendita non è vicino:
“Secondo noi un potenziale acquirente esigerebbe una squadra di
sviluppo WebOs intatta”, sottolinea Maynard Um, analista di Ubs.