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Patuano: “Con Metroweb siamo in fase di progettazione operativa”

Nessun ingresso nel capitale ma collaborazione per esportare il modello milanese della fibra: Telecom Italia entra “nel vivo” del progetto annunciato da Vito Gamberale. E l’Ad torna sul “tema” Fiberco: “La questione non è realizzare una rete massiva ma portarla dove è necessario. Nelle aree a market failure serve il coinvolgimento dello Stato”

25 Ott 2011

Telecom e Metroweb sono ''in una fase di progettazione
operativa per vedere se è possibile esportare il modello adottato
a Milano per portare la fibra nelle altre città''. Lo ha
annunciato l’amministratore delegato di Telecom Italia Marco
Patuano, a margine del convegno “Open the door to new service: il
Codice dell’amministrazione digitale”, organizzato a Roma
dall’operatore. L’evento è stato l’occasione per fare il
punto sulla collaborazione tra le due società nella realizzazione
delle reti di nuova generazione, dopo che il presidente esecutivo
Franco Bernabè aveva dato l’endorsement al progetto di Vito
Gamberale, presidente di F2i che controlla Metroweb.

Metroweb, con la sua attività volta a portare la fibra ottica a
partire da Milano ''è la dimostrazione – ha puntualizzato
Patuano- che il mercato opera dove non ci sono aree a fallimento di
mercato. Noi siamo interessati ed attualmente stiamo lavorando con
i colleghi di Metroweb a livello di operations”. Al momento
''si inizia a ragionare di Milano, poi vediamo se si tratta
di un modello esportabile per portare la fibra in altre
città''.

Quanto alla possibilità che Telecom entri nel capitale di
Metroweb, il manager ha precisato che “non si tra parlando di
questo”. “Siamo in una fase di confronto sulla
progettazione”, ha sottolineato ancora.

Parlando invece dell’opportunità di creare una società della
fibra per realizzare le Ngn, così come vorrebbe il ministro
Romani, Patuano posto l’accento sulla necessità di capire, non
tanto se la banda ultralarga serve ma “dove” serve. “Bisogna
partire dove serve la rete – ha detto – Se vogliamo portare la
fibra dentro le case, nelle città, forse è il caso di dire che
non è necessario. Lo è invece nei distretti industriali o nelle
centrali periferiche, ad esempio. Telecom Italia ha un programma di
investimenti che risponde a quesiti del genere. Del resto per la
fibra già molto si è fatto con Infratel. Se partiamo dal mercato,
più che a un progetto che si proponga di costruire massivamente
una rete di fibra, siamo favorevoli a progetti specifici che
supportano dove occorre".

A questo proposito Patuano ha ricordato che il progetto di TI di
portare la rete di nuova generazione in 13 città “va avanti e
non è cambiato”, anche se “ladove sarà possibile avvalersi
della cooperazione di soggetti che operano nelle singole aree,
Telecom è disponibile a farlo”.

Secondo l’Ad il ruolo dello stato è importante per portare la
fibra nelle aree a fallimento di mercato (zone rurali, scarsamente
popolate o a bassa penetrazione industriale) e nel percorso di
digitalizzazione della pubblica amministrazione mentre "dove
non c'è fallimento di mercato siamo convinti che il mercato
stesso possa fare la sua parte".  "Le società private –
ha aggiunto Patuano -hanno i loro piani di investimento. Allo 
stesso tempo ci sono sicuramente aree di progettualità dove il
pubblico deve impegnarsi con grande impeto: ad esempio lo sviluppo
dell'amministrazione digitale. Che ci sia una governance
centrale in questo ambito mi sembra naturale".

Il manager definisce la PA digitale “una priorità, un
grandissimo progetto". In questo senso il Codice
dell’amministrazione digitale rappresenta “un passaggio
estremamente importante perché definisce le basi regolatorie dei
processi innovativi”. Ma di fronte alla crisi il ruolo dello
stato – almeno sul versante dell’erogazione di fondi ad hoc –
può risultare ridimensionato. In questo contesto è importante –
ha ricordato l’Ad di Telecom – il ruolo del project financing,
soprattutto per le iniziative di smart cities. “Telecom Italia,
ad esempio ha investito 40 milioni di euro nell’Expo per la
realizzazione di una rete in fibra e di un network Lte e
nell'implementazione di un'ampia gamma di servizi IT.
Questo è un esempio di project financing efficace”.
Altro strumento chiave è “il cloud compting che permette alla PA
di innovare a costi molto più bassi anche in periodi dove la
capacità di investimento del settore pubblico risulta fortemente
ridimensionata”.