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Pay-tv pirata, perquisizioni e sequestri in tutta Italia

Operazione della Guardia di Finanza contro un sistema parallelo di tv a pagamento, messo in piedi con il “card sharing”. L’organizzazione criminale forniva decoder, contenuti tv e assistenza h24

24 Nov 2015

Andrea Frollà

Duro colpo alla pirateria televisiva. La Guardia di Finanza di Trento ha infatti individuato un’associazione a delinquere radicata su più ambiti regionali e dedita al particolare fenomeno illegale del “card sharing”, ossia della condivisione illecita attraverso Internet dei servizi delle maggiori piattaforme tv a pagamento. Nella giornata di ieri sono stati avviati 92 provvedimenti tra perquisizioni e sequestri fra Trentino Alto Adige, Veneto, Lazio, Abruzzo e Calabria.

Dietro pagamento di un canone mensile, come avviene per tutti i normali abbonamenti tv, ai clienti veniva fornita una chiave digitale di accesso ai server esteri, necessarie per leggere in chiaro tutti programmi televisivi a pacchetto e pay per view di alcune tra le maggiori società di settore, attraverso apparati in gran parte forniti dalla stessa organizzazione modificati per la ricezione delle trasmissioni O.I.P. (over internet protocol).

Tramite i servizi fraudolenti offerti dall’organizzazione criminali i clienti arrivavano a risparmiare fino all’80% rispetto ai prezzi di listino, ottenendo la possibilità di vedere la totalità dei pacchetti e programmi televisivi forniti a pagamento dalle emittenti. Addirittura, la banda metteva a disposizione un’assistenza h24, 7 giorni su 7, sia on-line, sia a domicilio quando risultava necessario intervenire di persona sull’apparecchio di ricezione modificato.

Carte prepagate e conti correnti utilizzati per i pagamenti di centinaia di clienti, che l’organizzazione aveva ottenuto tramite il passaparola in rete. Un danno al mercato di settore stimato in circa un milione di euro, oltre al danno erariale per manati introiti da tassazione.

L’operazione segue un’indagine durata circa un anno e scaturita da una profonda attività di monitoraggio web coordinata dalla procura distrettuale di Trento. Le Fiamme Gialle hanno individuata ad Avezzano, in provincia de L’Aquila, il cervello operativo informatico della banda criminale, che tramite connessione alla rete decodificava i segnali audiovisivi protetti e trasmessi real-time ai clienti via web. Tutto mediante server di appoggio ad alte performance situati all’estero.

Le indagini, sin qui eseguite, hanno permesso di denunciare tutti e nove i componenti dell’associazione per delinquere (2 residenti in provincia di Trento, 5 a Roma, 1 a Viterbo ed 1 a L’Aquila) nonché di identificare e segnalare 83 clienti (28 residenti in Trentino, 50 a Roma, 2 a L’Aquila, 1 a Rieti, 1 a Verona ed 1 a Cosenza), anch’essi destinatari delle perquisizioni in atto e, in quanto utilizzatori dei decoder modificati e dell’illecito servizio, passibili anch’essi di sanzioni penali.

Inoltre, le attività di perquisizione, i cui sviluppi potrebbero portare all’individuazione di ulteriori elementi di interesse, hanno portato al sequestro di numerosi decoder ed apparati informatici, oltre a decine di hard disk, utilizzati sia dagli associati sia dai clienti. All’operazione hanno partecipato attivamente anche il Comando Provinciale di Roma, il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche del corpo nella Capitale e i tecnici della Digital Content Protection.