IL BOTTA E RISPOSTA

Pirateria digitale, scoppia il caso Asstel-Lega Serie A: “Danni alle telco”

Il presidente dell’associazione Massimo Sarmi replica alle accuse di Luigi De Siervo secondo cui gli operatori sarebbero tolleranti nei confronti del fenomeno. “Grazie alla collaborazione fra Agcom e aziende sono 10 anni che si contrasta la trasmissione illecita dei contenuti. E senza alcun ristoro per i costi sostenuti”

Pubblicato il 16 Feb 2023

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Respingiamo in toto le dichiarazioni dei vertici della Lega Serie A in merito a una presenta tolleranza degli operatori di Tlc al fenomeno della pirateria. Dichiarazioni che danneggiano le telco”: dura la replica del presidente di Asstel, Massimo Sarmi, a quanto dichiarato da Luigi De Siervo, AD della Lega Seria A.

10 anni di contrasto al fenomeno

“Va ricordato che sin dal 2013 l’Italia, grazie all’iniziativa dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e alla fattiva collaborazione degli operatori, si è dotata di strumenti che consentono di intervenire per bloccare la trasmissione illecita dei contenuti. Tale attività viene svolta da circa 10 anni in maniera fattiva senza alcun ristoro dei costi sostenuti”, evidenzia Sarmi.

Gli investimenti delle telco

Sarmi pone l’attenzione anche sui forti investimenti messi in campo dalle telco: “Il vertiginoso aumento di traffico dovuto ai servizi digitali (pari a +104% nel mobile e +430% nel fisso dal 2015-21), nell’ambito del quale la pirateria ha un peso minoritario, ha richiesto alle telco continui investimenti, i cui benefici sono stati trasferiti ai clienti finali in termini di quantità di dati e velocità di trasmissione fruibili: dal 2015 al 2021 gli operatori di telecomunicazione hanno investito, senza contare il pagamento per le licenze 5G, 49,5 miliardi di euro, in valore assoluto, con investimenti annui stabilmente sopra i 6 miliardi e superiori ai 7 miliardi di euro dal 2017 ad oggi, nonostante la difficile congiuntura economica.”

La trasmissione di eventi live

“La trasmissione di eventi live pone nuovi punti di attenzione e riteniamo che per eliminare la pirateria, anche in questa nuova forma, sia necessaria una rinnovata azione corale e una legge organica”, puntualizza il presidente di Asstel ricordando che “recentemente, in audizione presso le Commissioni riunite VII (Cultura, scienza e istruzione) e IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei deputati, abbiamo condiviso e ribadito la necessità di un’azione repressiva che tenga conto degli specifici ruoli degli attori coinvolti”.

Le proposte di Asstel

In particolare, Asstel ha proposto una piattaforma pubblica centralizzata “che possa automatizzare e velocizzare al massimo il blocco della fruizione online dei contenuti pirata, nel rispetto dei diritti fondamentali e dei principi generali dell’ordinamento, a partire dal ruolo degli operatori, sollevati da responsabilità derivanti da tali operazioni, così come previsto dalla normativa europea e nazionale”.

Inoltre, come prevedono i progetti di legge presentati in Parlamento sulla materia specifica, “è necessario un rafforzamento dei poteri delle autorità preposte e delle campagne di comunicazione rivolte agli utenti finali, al fine di renderli maggiormente consapevoli del danno che tutta la collettività ne riceve”.

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