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Polo Strategico Nazionale: Poste pronta a rilevare il 20% da Cdp



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Il gruppo guidato da Matteo Del Fante è già in trattative con Cassa Depositi e Prestiti. Parte integrante del piano sarebbe anche la futura joint venture con Tim Enterprise dedicata ai servizi IT basati sul cloud. Rispetto alle sinergie di lungo periodo con la telco, il lavoro “richiederà diversi anni”, ma sono già stati attivati dieci tavoli

Pubblicato il 27 feb 2026



Polo Strategico Nazionale: Poste pronta a rilevare il 20% da Cdp

Poste Italiane punta su lPolo Strategico Nazionale, per cui sta trattando l’acquisto del 20% da Cdp. L’annuncio arriva direttamente dal gruppo guidato da Matteo Del Fante, che commentando i conti del 2025, ha indicato la strategia di avvicinamento al deal.

La nuova strategia sul fronte del cloud

“Siamo anche in trattativa per l’acquisizione di un 20% del Polo Strategico Nazionale dove Tim ha già il 45%. Il polo strategico nazionale è un asset strategico nazionale, la cui missione chiave è di creare un’infrastruttura cloud innovativa sicura e sostenibile per tutta la pubblica amministrazione italiana”, ha spiegato Del Fante.

La trattativa, come detto, è con l’azionista Cdp, che per l’appunto possiede il 20% del Psn. Gli altri azionisti, oltre Tim, sono Leonardo e Sogei. Parte integrante del piano sarebbe anche la futura joint venture con Tim Enterprise, ipotizzata nella lettera di intenti firmata a fine del 2025. La collaborazione, dedicata ai servizi It basati sul cloud, “segna un nuovo passo decisivo verso l’innovazione digitale e, nell’ambito dell’obiettivo di sviluppo sinergico del cloud e della sovranità e confidenzialità dei dati”.

Il percorso di convergenza con Tim: le sinergie da attivare

Per quanto riguarda la convergenza con Tim, in cui Poste detiene una quota pari al 27,32%, Del Fante ha precisato che continua il lavoro, “a stretto contatto con la compagnia, per realizzare sinergie di lungo periodo. In qualità di maggiore azionista strategico, abbiamo contribuito alla stabilizzazione della governance”.

Il manager ha delineato un percorso di convergenza con la telco che “richiederà diversi anni e i cui benefici si concretizzeranno progressivamente, via via che i progetti arrivano a maturità e l’esecuzione andrà avanti”.

Più nello specifico Poste sta lavorando con dieci tavoli su una una partnership che “non è mirata a un guadagno immediato, ma piuttosto alla creazione di valore durevole e di lungo termine e sostenibile per entrambi i gruppi. Abbiamo anche lanciato dei prodotti assicurativi per clienti e piccole medie imprese a disposizione dei vari punti vendita di Tim e online con risultati iniziali molti incoraggianti e andiamo verso l’insourcing di servizi selezionati”.

Due settimane fa, il numero uno di Tim Pietro Labriola aveva dichiarato che “stiamo lavorando sul nuovo piano”, che dovrebbe in effetti prevedere interventi su canali commerciali, customer base e posizionamento di servizi ad alto valore.

Il Consiglio di amministrazione di Tim, d’altra parte, aveva preso atto del piano congiunto con Poste Italiane durante l’approvazione dell’informativa finanziaria al 30 settembre 2025. In particolare, sul fronte Consumer, oltre all’offerta Tim Energia powered by Poste Italiane, lanciata alla fine del terzo trimestre 2025, è stato siglato il contratto di Mvno per PosteMobile, con la migrazione dei clienti attesa nel primo trimestre del 2026, e sono state avviate valutazioni su iniziative di cross selling per i clienti retail e pmi.

Nessun progetto invece di proporre nei canali di vendita di Poste offerte in bundle con servizi di telecomunicazioni fisse o mobili di Tim per l’intera durata dell’attuale piano industriale, che dovrebbe concludersi nel 2028. È stata anzi proprio questa dichiarazione d’intenti, l’anno scorso, a far ottenere a Poste il via libera dall’Agcm per proseguire la scalata delle quote in Tim, avversata dagli operatori concorrenti.

Dalla partecipazione in Tim, Poste si attende di ricevere dividendi cash per circa 100 milioni nel 2027. Del resto, ha precisato Del Fante, “il nostro investimento iniziale è più che raddoppiato in valore”, segno della “fiducia del mercato”.

I conti di Poste, un 2025 da record

In questo scenario, i ricavi registrati da Poste del gruppo nel 2025 sono “a livelli record”, pari a 13,1 miliardi, in crescita del 4,2% anno su anno. I risultati, spiega il gruppo, sono sostenuti da “una solida performance commerciale” nei prodotti di risparmio e investimento, dai rendimenti del portafoglio investimenti e dalla continua razionalizzazione dei costi.

La redditività è “la più alta mai registrata”, con il risultato operativo (Ebit) adjusted che si attesta a 3,2 miliardi, in crescita del 10% anno su anno, e l’utile netto pari a 2,2 miliardi, in crescita del 10% anno su anno, in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo rispetto ai target previsti dal piano 2024-28. Il dividendo preliminare per l’anno 2025 proposto è di 1,25 euro ad azione, in crescita del 16% rispetto al precedente esercizio e corrispondente a un payout ratio del 73%, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi.

Il gruppo ha avviato una riorganizzazione finalizzata alla creazione di un nuovo ‘Polo finanziario’, “integrando il business dei pagamenti e i servizi finanziari, un’iniziativa strategica che rafforzerà ulteriormente l’approccio del gruppo basato sulla centralità del cliente e abiliterà nuove opportunità di cross-selling, valorizzando la crescita e il potenziale della clientela Postepay”.

Matteo Del Fante ha commentato i risultati sottolineando il successo dell’app di Poste Italiane, che ha riunito le funzioni delle vecchie app Bancoposta e Postepay diventando una piattaforma unica per l’offerta di tutti i prodotti e servizi, utilizzata ogni giorno da quattro milioni di persone. Il numero uno di Poste ha evidenziato, infine, anche la “forte crescita nel mercato dei pacchi e il record anche in ambito finanziario“.

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