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REPORT TELCO PER L'ITALIA

Preta: “Entro il 2020 la Tv cambierà volto per sempre”

Il processo di convergenza si è ormai avviato ed è a questo punto inarrestabile: si prevede nei prossimi anni un’esplosione dei servizi in video streaming, su tutte le piattaforme, a cominciare dal mobile, con una crescita consistente e superiore alle attese, in particolare del video on demand

18 Gen 2018

Augusto Preta

Presidente del Chapter Italiano dell’International Institute of Communications, Ceo ITMedia Consulting

A seguire l’analisi di Augusto Preta, Presidente del Chapter Italiano dell’International Institute of Communications su “Telco4Italy Report 2017”, l’iniziativa editoriale CorCom-Digital360 che fa il punto sullo stato delle Tlc in Italia. L’annuario – pubblicato a dicembre 2017 e distribuito in occasione degli Stati Generali delle Telecomunicazioni – raccoglie in sintesi i più importanti avvenimenti dell’anno e soprattutto dà la parola alla community del settore e ai suoi protagonisti. La pubblicazione rappresenta inoltre una sorta di staffetta ideale con Telco4Italy, il più importante evento italiano dedicato al mondo delle Tlc che come da tradizione si tiene a Roma prima dell’estate e che quest’anno è in calendario per metà giugno.

Siamo ormai entrati nella terza fase di sviluppo di Internet, resa possibile dalla convergenza di una serie di dinamiche consumer driven e caratterizzata in particolare da ubiquità della connessione, adozione della banda larga e ultra larga, accesso mobile Internet ed evoluzione dei dispositivi mobili.

Questa tendenza crescerà esponenzialmente nei prossimi anni rappresentando il driver di sviluppo, non solo relativamente alle industrie delle comunicazioni, ma dell’intera economia digitale. Tra gli aspetti più rilevanti: cloud computing, l’internet of things e 5G, Big Data, Artificial Intelligence, Blockchain. In questo contesto, in conseguenza della diffusione banda ultra larga (5G, fibra ottica), il video funge fin da ora e sempre più in futuro da motore del cambiamento anche delle industrie tradizionali delle comunicazioni (Tlc e TV), favorendo la diffusione di reti e servizi sempre più performanti, in grado di soddisfare le crescenti aspettative dei consumatori, attraverso la diffusione dei nuovi servizi.

In tal senso l’anno da poco trascorso ha visto un radicale cambiamento d’approccio anche in Europa, con l’ingresso massiccio da parte dei molti broadcaster e fornitori di servizi video in genere nell’arena competitiva.

Tale sviluppo è il risultato dei seguenti fattori:

  • la crescente penetrazione delle reti fisse a banda ultra larga nelle famiglie;
  • il cambio di comportamento nel consumo dei contenuti di intrattenimento dai millennials al resto della popolazione;
  • l’esplosione dei servizi di video in streaming sui dispositivi mobili;
  • l’utilizzo dei big data e delle diverse tecnologie abilitanti (IoT, AI), anche in termini di reccomendations system in grado assecondare le preferenze dei consumatori e fidelizzarli;
  • il diverso atteggiamento dei tradizionali fornitori di contenuti (produttori e broaddcaster) verso l’innovazione per fronteggiare la crescente concorrenza degli OTT e Telco;
  • lo sforzo e gli incentivi a livello europeo e degli Stati membri per conseguire gli obiettivi del Digital Single Market (penetrazione della banda larga e ultra larga);
  • lo sviluppo di offerte e dispositivi di contenuti Ultra HD; il graduale ma costante spostamento di tutti i contenuti a utilità ripetuta (film e serie in particolare) sulla distribuzione della rete a banda larga e in video On Domand, con particolare riferimento alle forme di pagamento per abbonamento (SVOD);
  • l’ingresso di Amazon Prime Video e Netflix in tutti i paesi europei, dopo il lancio globale di

quest’ultima nel dicembre 2016 in oltre 200 paesi. Anche nelle telco europee (per non parlare della complessa e gigantesca fusione AT&T e Warner) si è avviata da tempo una nuova fase di sviluppo il cui driver è l’ultra larga banda, attraverso il rilancio della domanda, grazie ai servizi video e alla pay-tv. In Spagna l’acquisizione di Canal Plus, incumbent pay tv satellitare da parte di Telefonica segue ulteriori acquisizioni di servizi di tv a pagamento da parte delle telco (Vodafone/operatori via cavo), insieme a fusioni / integrazioni tra fisso e mobile, tlc e cavo, oltre ad accordi di condivisione delle infrastrutture.

Nel Regno Unito British Telecom ha acquisito da qualche anno un ruolo di primo piano nell’evoluzione del contesto competitivo nazionale. Oltre ad essere presente nell’offerta gratuita, ha fatto il suo ingresso nella TV a pagamento, attraverso l’acquisto dei diritti delle principali manifestazioni sportive per quasi £2 miliardi: Champions League, diritti esclusivi su tutti gli incontri, per il triennio 2015/18 per £900 milioni; Premier League, diritti su due pacchetti, per il triennio 2016/19 per £960 milioni.

Vodafone a sua volta ha sviluppato una serie di operazioni e fusioni a livello europeo, che hanno al loro centro l’integrazione fisso/mobile, l’ingresso nel settore della cable tv e il lancio dell’offerta quadruple play sia nel fisso che nel mobile, con al centro la televisione e il video.

Liberty Media, il principale operatore via cavo in Europa, dopo l’acquisizione di Virgin Media (incumbent via cavo nel Regno Unito) ha acquisito ulteriori canali e operatori televisivi via cavo nel nord Europa (Ziggo in Olanda su tutti) ed è anche attivo nell’acquisizione di società di produzione (l’italiana Cattleya tra le altre).

Ma anche il mondo delle internet company sta concentrando sempre più l’attenzione sul mondo dei contenuti.  L’annuncio della nuova piattaforma video di Facebook, Watch, con contenuti premium come sport e altri eventi; la Apple con la nuova Apple Tv in altissima definizione 4k e con un tesoretto di 1 miliardo di dollari da destinare alla produzione di contenuti originali, in diretta competizione con Amazon e Netflix. Infine Amazon e Microsoft hanno siglato un accordo sull’intelligenza artificiale, peraltro sempre più utilizzata anche nel mondo dei contenuti, integrando e rendendo accessibili a tutti i loro utenti, Alexa di Amazon e Cortana di Microsoft.

Alla luce dunque dei fenomeni appena descritti, il processo di convergenza si è ormai avviato ed è a questo punto inarrestabile: si prevede nei prossimi anni un’esplosione dei servizi in video streaming, su tutte le piattaforme, a cominciare dal mobile, con una crescita consistente e superiore alle attese, in particolare del video on demand.

Ciò determinerà in tutti i casi entro il 2020 (fonte ITMedia Consulting) impatti significativi e dirompenti su tutta l’industria televisiva europea e della pay TV in particolare, allo stesso modo di quanto avvenuto negli Stati Uniti, dove il cord cutting e il passaggio all’online caratterizza ormai anche le strategie di tradizionali broadcaster e fornitori di contenuti come Home Box Office e Disney e possibili fusioni tra la stessa Disney e Fox. In definitiva, al realizzarsi della tanto attesa (per oltre 2 decenni) convergenza, anche il livello della competizione si fa più acceso, con importanti ripercussioni anche sull’economia reale e sul modo con cui gli attori europei e nazionali dovranno a loro volta operare, in un contesto sempre più globale.

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