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MOBILE WORLD CONGRESS

Qualcomm, a tutto 5G con lo Snapdragon X50

Annunciati accordi con una ventina di operatori mobili per la sperimentazione dei servizi. Tra essi c’è anche Tim. Accordi anche con numerosi produttori di terminali.

02 Mar 2018

Qualcomm punta ad essere l’azienda leader nei chipset che abiliteranno il 5G. È emerso con chiarezza al Mobile World Congress di Barcellona dove il gruppo americano ha annunciato l’avvio di trial del 5G NR mobile via etere nelle bande di spettro a sub-6 GHz e a onde millimetriche con numerosi operatori: AT&T, British Telecom, China Telecom, China Mobile, China Unicom, Deutsche Telekom, KDDI, KT Corporation, LG Uplus, NTT DOCOMO, Orange, Singtel, SK Telecom, Sprint, Telstra, TIM, Verizon e Vodafone Group. Le sperimentazioni saranno basate sugli standard della Release 15 della rete globale 3GPP 5G NR.

I trial utilizzeranno la piattaforma di test e lo smartphone reference design 5G mobile di Qualcomm Technologies, che include il chip Snapdragon X50 e ottimizza la tecnologia 5G rispetto ai limiti di form factor e di potenza di uno smartphone assicurando contestualmente l’interoperabilità e la coesistenza con il 4G LTE.

“Il 2018 sarà un grande anno per Qualcomm Technologies e per l’intera industria della telefonia mobile dal momento che lavoriamo per mettere in pratica le specifiche 5G NR concordate”, scommette Cristiano Amon, presidente di Qualcomm Incorporated.

“Questi trial dimostrano il contributo del nostro lavoro gli operatori globali per stimolare la crescita e l’innovazione nel settore della telefonia mobile, nonché per rendere il 5G una realtà concreta, supportando i numerosi lanci commerciali attesi per il 2019 – aggiunge Amon – Grazie al nostro comprovato successo nel 3G, 4G LTE e la nostra leadership in ambito RF front-end, Qualcomm Technologies è posizionata in maniera ottimale per offrire i prodotti multi-gigabit e multimodali richiesti per il roll-out globale del 5G.”

In questo ambito, sempre a Barcellona l’italiana TIM e Qualcomm hanno siglato un accordo di cooperazione di ampia portata in ambito business innovation e 5G. Le due aziende puntano a condividere una visione strategica sullo sviluppo del business e sui servizi innovativi abilitati dalle nuove tecnologie – in particolare dal 5G – con l’obiettivo di testare i nuovi servizi ed accelerarne l’introduzione commerciale.

L’accordo si articola intorno a tre tematiche principali: sviluppo di casi d’uso per servizi mobili avanzati, con particolare riferimento alle prospettive abilitate dalla tecnologia 5G e ai servizi relativi all’IoT; servizi innovativi basati su advanced analytics che fanno leva sull’aumento dei dati provenienti da dispositivi, reti, applicazioni e servizi abilitati dal 5G; prodotti innovativi per rete mobile e fissa.

“Con questo accordo confermiamo ancora una volta il nostro impegno nell’offrire ai nostri clienti la migliore customer experience possibile, combinando i servizi e le soluzioni più innovative e performanti con un servizio clienti semplice e chiaro”, ha commentato Amos Genish, amministratore delegato di Tim.

“Queste sperimentazioni ci daranno l’opportunità di testare le reali potenzialità al di là delle iniziali promesse e questo non sarebbe possibile senza il support di player chiave come Qualcomm”, aggiunge Giovanni Ferigo, chief technology officer, di Tim

Oltre alle sperimentazioni sul 5G con gli operatori mobili, Qualcomm ha anche annunciato l’inizio della collaborazione con oltre 20 manifatturiere di terminali tra cui LG, Sony, Asus che useranno lo Snapdragon X50 per lo svilluppo e la disponibilità commerciale di terminali 5G già nel corso del prossimo anno.

Per l’affermazione del 5G, al di là della disponibilità di apparati trasmissivi, di terminali e di frequenze sarà determinante garantire che l’intero ecosistema 5G – dai partner tecnologici ai fornitori di reti, servizi e apparati – possa essere pronto nei prossimi mesi a supportare le diverse fasi delle sperimentazioni in campo e poi il lancio commerciale atteso per il 2019. Da questo punto di vista, è evidente che un leader mondiale del calibro di Qualcomm avrebbe soltanto da perdere – e con lui l’intero ecosistema 5G – se il suo sforzo di innovazione tecnologica venisse distratto da eventi societari e finanziari esterni tali da condizionarne l’operatività, se non altro nello slittamento dei tempi.

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