Qualcomm, il futuro del mobile è il 4K - CorCom

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Qualcomm, il futuro del mobile è il 4K

Il nuovo processore Snapdragon 805 punta tutto sulle super performance del video, dalla cattura alla trasmissione fino alla post produzione. Di Pietro: “A partire dal 2015 la combinazione di 4G e 4K creerà un ecosistema per lo sviluppo di nuove opportunità di business”

03 Lug 2014

Domenico Aliperto

Se ormai sono tutti concordi sul fatto che la killer application del mercato mobile nel prossimo futuro sarà il video, rimangono ancora non pochi dubbi su quale formato si giocherà la partita dell’audiovisivo da qui al 2020. Qualcomm scopre le carte e punta sul 4K, senza se e senza ma. La nuova release del processore Snapdragon, l’805, che è destinata a equipaggiare gran parte degli smartphone alto di gamma di ultima generazione, è infatti votata all’ottimizzazione dell’esperienza video, imaging e gaming ad altissima risoluzione, con l’obiettivo di ridurre al minimo il consumo di risorse e di batteria dell’hardware. Si parla di cattura di immagini, ma anche di post produzione e soprattutto di trasmissione, visto che il vero boost arriverà con l’introduzione su larga scala dei network e dei device Lte. Con lo standard CAT6, Snapdragon è in grado di trasmettere dati a 300 Mbps, ma questo è solo l’inizio.

“Già entro il 2015 ci saranno in tutto il mondo 23 milioni di dispositivi Lte”, spiega Roberto Di Pietro, vice president e Business development di Qualcomm. “Del resto, stando a un’indagine Gsma, su scala globale l’adozione degli device 4G è stata quattro volte più veloce dell’adozione di quelli 3G, con la creazione di 2600 network, in crescita nel primo trimestre del 2014 del 160% rispetto allo stesso periodo del 2013. E secondo una ricerca che abbiamo condotto internamente a livello mondiale, sia gli utilizzatori di tablet (il 75%) sia quelli di smartphone (49%) hanno come priorità nella scelta del proprio handset la risoluzione dello schermo”.

Lo sfruttamento delle reti ad alta velocità passa per Qualcomm da un approccio multimode, in cui l’Lte è solo la tecnologia al top, da integrare e aggregare con le altre bande di frequenza per garantire all’utente l’esperienza più omogenea possibile. “Infatti stiamo lavorando anche sul versante del front-end”, precisa Di Pietro, “investendo su ricerca e sviluppo per la creazione, in futuro, di piattaforme intelligenti che sappiano sfruttare questo tipo di aggregazione. Potremmo definirli dei self-organizing network, che moduleranno le prestazioni in base all’effettiva richiesta di banda da parte dei dispositivi connessi. Credo sarà una trasformazione necessaria, anche nell’ottica dell’Internet of everything”.

Il nuovo processore rappresenta il primo importante passo lungo questo percorso. Snapdragon 805 ha debuttato sul Samsung S5 Lte appena presentato in Corea del Sud, ma sarà il motore di molti altri dispositivi presto disponibili sul mercato. “Attualmente sono più di 1.300 i modelli di device sviluppati sulle nostre piattaforme, e di questi solo 750 sono già in commercio, gli altri devono ancora essere presentati”, rivela Di Pietro. “Aver investito grandi risorse in R&D ci ha dato un indubbio vantaggio rispetto ad altri player, tanto che possiamo affermare di essere già al lavoro per creare le premesse alla creazione della quinta generazione di dispositivi mobile, che vedremo tra circa tre anni”.

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