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Radwin investe in Italia. Errico: “Azzereremo il digital divide”

L’azienda israeliana mira a farsi strada nel mercato nazionale delle soluzioni wireless. Inaugurato a Napoli l’headquarter tricolore

01 Dic 2010

“Siamo una azienda piccola ma possediamo la padronanza completa
di una tecnologia, il collegamento radio punto-a-punto, che non
solo è robusta, in quanto nata per applicazioni militarsi, di cui
ha conservato tutte la caratteristiche, ma è semplice da
installare oltre che economica. Tutti requisiti che ci fanno
ritenere che incontrerà successo anche in Italia, dove siamo
sbarcati durante l’anno e già abbiamo una settantina di clienti
con installato i nostri prodotti”: è soddisfatto Franco Errico,
country manager Italia e Spagna di Radwin, azienda di Tel Aviv con
200 addetti che ha da poco inaugurato la sua sede italiana di
Napoli, scelta riconducibile alla residenza in questa città del
manager, che ha al suo attivo l’avviamento sul mercato nazionale
di numerose start up israeliane.

L’azienda fa parte del gruppo Rad, 3700 dipendenti e ricavi 2009
di 775 milioni, attivo pressoché in tutti i settori delle
telecomunicazioni. Radwin si ritiene tra i leader mondiali (il suo
competitor più importante è Motorola) nella fornitura di apparati
wireless punto-a-punto operanti a frequenza inferiori ai 6GHz per
il backhauling IP e l’accesso a larga banda. La sua tecnologia
supporta il trasporto di dati ma anche di voce per applicazioni di
videosorveglianza, di video streaming e di accesso a Internet.

“Molti – tiene a precisare Errico, confondono la nostra
tecnologia con quella WiMax. È sbagliato. Noi facciamo solo
collegamenti punto-a-punto di dorsali e lo facciamo bene, coprendo
anche distanze fino a 120 km. Ci riteniamo quindi complementari in
reti WiMax dove l’eventuale nostro contributo si limita alla
dorsale radio. Parliamo con Wisp attivi in questo settore ma anche
con le Telco tradizionali oltre che con aziende privare e
organizzazioni pubbliche, segnatamente i comuni. Mettiamo a loro
disposizione due famiglie di prodotti che offrono prestazioni di
categoria carrier, ossia di elevata qualità, in grado di coprire
capacità da 6Mbps full duplex fino a 100 Mbps sempre full duplex.
Il digital divide che caratterizza l’Italia è stato una delle
motivazioni che ci ha spinto a investire nel nostro paese. Noi
forniamo un pezzo importante della soluzione finale che lasciamo a
Wisp e System integrator completare e implementare presso
l’utente finale, chiunque esso sia”.

La strategia commerciale fa penso sulla Elmat, come società di
distribuzione, e una rete di System integrator gestiti da questa:
attualmente i partner certificati sono una trentina ma il loro
numero salirà significativamente nel 2011, insieme ai clienti:
almeno 200 quelli effettivi tra 12 mesi è uno degli obiettivi.
Elmat è un distributore a valore aggiunto con 30 dipendenti e un
fatturato 2010 di 16 milioni. Un terzo dell’organico è impegnato
su Radwin. “In sei mesi di lavoro – dice Andrea Rizzo, managing
director di questo distributore – abbiamo avviato sui prodotti
Radwin contatti con 370 coperatori, finalizzando una settantina di
progetti mentre un numero più o meno analogo di clienti sta
testando la tecnologia”.

Un cliente italiano di Radwin è il comune di Maserà in provincia
di Padova, circa 10mila abitanti e una superficie di 17 kmq. Con
l’aiuto di Saiv Group, uno dei system integrator che lavorano
insieme a Elmat, ha installato una rete di 25 videocamere che
tengono sotto controllo il territorio mediante 14 link . Niente
rispetto agli oltre 1000 link realizzati con tecnologia Radwun
della città di Taipei (Taiwan), la più grande rete di backhauling
WiFi del mondo,fino ad ora.