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TELEVISIONE

Rai, più poteri ai vertici: un passo avanti verso la riforma

Il cda vota all’unanimità i “superpoteri” del presidente Monica Maggioni proposti da Marco Fortis. Il consigliere Diaconale: “Serviranno condivisione e confronto”

03 Set 2015

A.S.

Viale Mazzini dice sì alle deleghe rafforzate per il presidente della Rai. Nella riunione di ieri, la prima con i nuovi componenti, il cda ha votato all’unanimità l’attribuzione al presidente Monica Maggioni (nella foto), così come era già successo per la gestione TarantolaGubitosi, del potere di firma – su proposta del direttore generale – di contratti fino a 10 milioni di euro e di nomine per i dirigenti di primo e secondo livello delle strutture non editoriali senza passare per il consiglio, a cui rimarranno invece le competenze per le nomine editoriali.

A proporre al Cda che a Monica Maggioni venissero affidate le “superdeleghe” era stato Marco Fortis, consigliere indicato dal Tesoro. Il rafforzamento dei poteri dei vertici dell’azienda è infatti uno dei punti qualificanti della riforma della Tv pubblica approvata in senato e in arrivo alla Camera. Un passo avanti verso il modello indicato dalla riforma “con poteri rafforzati per i vertici”, aveva detto alla vigilia del voto il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli.

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“Nella nuova gestione della Rai servirà condivisione, che non vuol dire essere d’accordo sempre e comunque ma confrontarsi – afferma a margine della riunione il consigliere Arturo Diaconale – ho insistito molto su questo punto e presidente e direttore generale si sono impegnati a tenere costantemente informato il cda”.

Durante la riunione del Consiglio d’amministrazione, la cui prossima seduta è fissata per il 24 settembre, il direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, ha illustrato il posizionamento della Rai nell’attuale scenario sul piano economico, finanziario, culturale e mediatico. In chiusura della riunione qualche parola è stata dedicata anche alla possibilità che la Rai possa “prendere” dal 7 settembre il canale 104 del telecomando di Sky, se la Pay Tv satellitare e Mediaset non dovessero trovare un accordo sui diritti di ritrasmissione, e se quindi il Biscione confermasse la sua decisione di abbandonare la piattaforma satellitare.