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LA PROTESTA

Rai Way, sindacati verso lo sciopero: “L’azienda ci convochi”

Le richieste di Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal: bloccare la vendita delle torri, avviare un confronto sul piano industriale e conoscere i dettagli del nuovo contratto di servizio

15 Ott 2014

A.S.

“Preoccupazione per il futuro dell’azienda di servizio pubblico”, e “contrarietà alla vendita e la collocazione in borsa della società Rai Way”. Sono le posizione espresse dai sindacati in merito all’annunciata quotazione in Borsa di Rai Way, che poterà alla vendita di una quota tra il 40 e il 49% della società che gestisce i sistemi di trasmissione della Tv di Stato.

In una nota il coordinamento nazionale Rai di Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal sottolinea che “La forte preoccupazione si lega all’incertezza sul contributo derivante dal canone e la concessione definitiva di servizio pubblico alla società Rai, questioni allo studio del Governo ma che per l’incertezza delle scelte sta determinando fortissime preoccupazioni per la tenuta della più grande azienda culturale del paese”.

“Il Coordinamento ha deliberato di agire nei confronti della Rai e del Governo, innanzitutto Indirizzando a Giacomelli la richiesta di avviare un confronto sul canone e sulla concessione di servizio pubblico, arrestando da subito la vendita di Rai Way”, prosegue il comunicato. Nella richiesta d’incontro ai vertici Rai i sindacati hanno chiesto all’azienda, nel dettaglio, di sospendere la vendita di Rai Way, di avviare un confronto sul piano industriale, e un’informativa puntuale e dettagliata del nuovo contratto di servizio tra Rai e Rai Way. Se l’azienda non fisserà l’incontro entro cinque giorni, si legge nella lettera, “il coordinamento ha dato il mandato alle segreterie per avviare le procedure di sciopero”.

In programma anche assemblee dei lavoratori su tutto il territorio nazionale, “per descrivere ai lavoratori la situazione e per costruire le iniziative sindacali”.

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