Recchi: "Discriminati sulla banda larga, servono nuove regole" - CorCom

IL CDA

Recchi: “Discriminati sulla banda larga, servono nuove regole”

In occasione del cda il presidente di Telecom ha acceso i riflettori sui bandi Infratel: “Parteciperemo a tutte le gare ma il contesto non è corretto”. Intanto parte il conto alla rovescia per il nuovo piano triennale: “Lo presenteremo a febbraio”. Avanti tutta sul piano di ristrutturazione: “Darà i suoi frutti prima delle attese”

30 Set 2016

Andrea Frollà

“Siamo la più grande azienda italiana del settore e quindi parteciperemo a tutti i bandi, chiediamo solo di avere regole uguali per tutti”. Il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, mette nel mirino la formulazione dei bandi Infratel, sui cui pesa l’ombra dei ricorsi al Tar avanzati dalla stessa Telecom e da Fastweb.

Uscendo dal cda del Gruppo, riunitosi per esaminare le linee guida preliminari del piano che sarà poi presentato al mercato a febbraio, Recchi spiega che così come sono formulate le gare sono “discriminatorie nei nostri confronti in quanto impongono regole solo a noi e non ai nostri eventuali concorrenti”. Secondo il presidente di Telecom “sarebbe come obbligarci a correre i 100 metri con un braccio legato dietro alla schiena: abbiamo le potenzialità per vincere lo stesso, ma non pensiamo che ciò sia corretto“.

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Banda larga

Al centro della riunione del board il piano di ristrutturazione avviato dal nuovo corso dell’Ad Flavio Cattaneo: “Con l’amministratore delegato abbiamo creato una squadra affiatata eccellente che siamo sicuri porterà i risultati del turnaround anche prima delle attese e oggi abbiamo avuto lo strategy day, il primo da quanto è iniziato il turnaround fortemente voluto da questo consiglio di amministrazione – aggiunge Recchi -. Mai come oggi nell’analisi delle linee guida strategiche preliminari del prossimo piano triennale che presenteremo a febbraio, ho visto tanto affiatamento e tanta volontà di riportare Telecom ai fasti che le competono“. Sulle sfide che attendo la telco gli fa eco Cattaneo, che aggiunge: “Stiamo lavorando bene su questo turnaround che è culturale, oltre che aziendale, insieme al presidente, al consiglio di amministrazione e al management”.