Recchi: "Pronti per le gare ultrabroadband. Enel non è una minaccia" - CorCom

Recchi: “Pronti per le gare ultrabroadband. Enel non è una minaccia”

Il presidente esecutivo di Telecom annuncia che l’azienda parteciperà a tutte le gare nelle aree bianche. E riguardo alla discesa in campo della società guidata da Starace sottolinea che “la competizione non è una minaccia, ma le regole devono essere uguali per tutti”

07 Giu 2016

Mila Fiordalisi

“Siamo molto contenti che siano stati finalmente approvati i bandi (per la banda ultralarga, ndr), per cui parteciperemo a tutte le gare che verranno messe in appalto”. Lo ha detto il presidente esecutivo del gruppo Telecom Italia, Giuseppe Recchi, a margine della presentazione del bilancio sociale del gruppo. Il presidente ha inoltre aggiunto che “i piani di sviluppo di Enel nel campo della fibra ottica non sono una minaccia per Tim. La competizione non è una minaccia. Ma è importante che ci siano contesti regolatori equivalenti per tutti a beneficio del Paese, perché la concorrenza nelle infrastrutture migliora la capacità di copertura. Quindi è importante che le imprese siano messe tutte nelle stesse condizioni di competere”.

Riguardo a una possibile partnership con l’azienda capitanata da Francesco Starace. Recchi detto che “non è all’ordine del giorno” ricordando che Tim “è market leader nelle infrastrutture con ampissimo vantaggio. Il nostro mestiere è continuare a investire quanto abbiamo previsto nel nostro piano industriale. Siamo i più grandi investitori in Italia in qualsiasi settore di confronto in cui vogliamo metterci”.

Sulla quotazione di Sparkle Recchi ha detto che “non è all’ordine del giorno” e per quel che riguarda la partita Metroweb “non ci sono comunicazioni ufficiali,non ne abbiamo più parlato. Non abbiamo ancora visto rispostealle diverse offerte che sono arrivate, né alla nostra né a quella degli altri”, nonostante i due azionisti (il Fondo strategico e F2i) abbiano deliberato di continuare le trattative con Enel.

Recchi ha però puntualizzato che “ci vogliono investimenti sostenibili dal punto di vista industriale e finanziario per evitare di costruire cattedrali nel deserto. Noi dobbiamo fare cattedrali di tecnologia“. Il valore complessivo generato dall’anno 2015 per i progetti è stato stimato in oltre 12 miliardi di euro costituiti da circa 3,3 miliardi di Business Valle e da oltre 9 miliardi di Sociale Value con un impatto positivo di mezzo punto percentuale. Nel bilancio di sostenibilità di Tim sono stati identificati 17 progetti nelle aree strategiche delle attività dell’azienda come digitalizzazione, connettività e innovazione sociale, cultura, digitale e tutela dell’ambiente. In particolare il valore economico sociale è costituito da 2.755 milioni di euro come supporto economico diretto alle famiglie dei dipendenti (salari, bonus asili nido e premi per sviluppo brevetti); 1.437 milioni di euro come sostegno finanziario indiretto alla catena dei fornitori; 4.294 milioni distribuiti ai fornitori, alle università e agli enti di ricerca (inclusa la costruzione della rete); 670 milioni di crescita economica nel paese generata dall’utilizzo della rete ultrabroadband di Tim e infine 7 milioni di euro relativi ai costi sociali evitati per minore inquinamento atmosferico grazie a progetti di efficienza energetica interna, se si pensa che nel 2015 la riduzione di emissioni CO2 nell’atmosfera è stata di 37.000 tonnellate.