IL CASO

Referendum, la par condicio spacca l’Agcom

L’Authority impone alle tv di dedicare più tempo al voto. Sulla presenza di Renzi da Fazio chiesta la lista dei prossimi ospiti. Il commissario Martusciello: “Non parteciperò alle prossime riunioni”

17 Nov 2016

Andrea Frollà

“Non parteciperò più alle riunioni di Consiglio in materia di par condicio”. L’annuncia Antonio Martusciello, commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, commentando le decisioni adottate oggi dal Consiglio dell’Agcom. L’Agcom ha imposto ad alcune delle principali emittenti di dedicare più tempo di discussioni e approfondimenti al referendum costituzionale. La decisione dell’authority arriva dopo l’esame dei dati di monitoraggio relativi alle due settimane del periodo di campagna referendaria tra il 31 ottobre e il 13 novembre 2016: “A seguito di tale esame, si legge nelle decisione, “l’Autorità ha ordinato alla Rai, in quanto già richiamata nella seduta dello scorso 10 novembre in qualità di concessionaria del servizio pubblico, di aumentare i tempi dedicati alla trattazione dell’argomento referendario sia nei notiziari, sia nei programmi di approfondimento”. Lo stesso invito è stato rivolto a Mediaset e a Sky. In particolare, il Tg4 è stato richiamato a “riequilibrare entro la settimana in corso il tempo di parola a favore delle ragioni del No” al quesito referendario.

Contestualmente, l’authority chiede relativamente agli argomenti diversi dal referendum, di “assicurare un’equilibrata presenza delle diverse forze politiche, nel rispetto della libertà editoriale delle emittenti medesime”. Le decisioni odierne sono state assunte a maggioranza. Ancora, in relazione agli esposti sulla presenza del premier Matteo Renzi alla trasmissione Che tempo che fa, il Consiglio ha “ordinato alla Rai di far pervenire entro 24 ore la lista dei prossimi ospiti per poter valutare il rispetto delle condizioni di parità di trattamento ai sensi dell’art.8 del Regolamento della Commissione di Vigilanza in materia di par condicio referendaria, riservandosi la facoltà di adottare misure d’urgenza”.

Tutte decisioni che hanno incontrato il dissenso del Commissario Martusciello: “Ho espresso il mio voto contrario in quanto le scelte adottate dall’Organo Collegiale non rispecchiano, a mio parere, la prassi seguita nelle passate campagne referendarie ed elettorali, sia dalle precedenti che da questa consiliatura – spiega il membro del Consiglio Agcom – L’applicazione della normativa sulla par condicio da parte dell’Autorità è stata sempre improntata a far rispettare rigorosamente i principi di pluralismo, imparzialità, completezza, obiettività e parità di trattamento dell’informazione”.

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Martusciello ricorda come in passato l’Autorità non abbia “mai mancato di adottare provvedimenti nei casi in cui ha rilevato la sovraesposizione del Presidente del Consiglio, di membri del Governo e di esponenti politici nelle trasmissioni di informazione e nei notiziari, soprattutto in caso di sovrapposizione di ruoli istituzionali e partitici”. Allo stesso modo, aggiunge, “sono stati oggetto di provvedimenti di richiamo, ordine e sanzione gli squilibri tra le forze politiche o tra le posizioni favorevoli e contrarie a quesiti referendari, potenzialmente in grado di alterare la parità di trattamento”.

Secondo il Commissario la campagna elettorale sul referendum “è stata caratterizzata fin dall’inizio dalla stretta correlazione tra le tematiche referendarie e quelle politiche”. Per questo motivo “l’Autorità ha deciso di esaminare sia il tempo relativo al referendum sia quello complessivamente dedicato alla politica”. Ma il consiglio dell’Autorità garante per le comunicazioni “non ha dato seguito a questa impostazione con idonei provvedimenti” e, conclude Martusciello, “questa ragione e per il discostamento dalla prassi che ha caratterizzato l’applicazione della legge nelle precedenti campagne, ho deciso di non partecipare più alle riunioni del Consiglio relative alla par condicio sino allo svolgimento del referendum”.