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Rete mobile, crescono velocità e 5G, restano i divari tra le regioni



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Prestazioni in download e upload mediamente in crescita, ma con forti disparità locali. Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige e Calabria al top, Umbria fanalino di coda. Ma anche Lazio e Lombardia sono sotto la media. I dati di Segugio.it

Pubblicato il 22 apr 2026



Rete mobile, crescono velocità e 5G, restano i divari tra le regioni
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Punti chiave

  • Miglioramento nazionale: media download 99,96 Mbps (+14,12%) e copertura 5G 25,85% (+2,44%), ma prestazioni non uniformi tra regioni.
  • Forti disparità locali: migliori Valle d’Aosta (127,9 Mbps), Trentino-Alto Adige, Calabria; fanalino Umbria (57 Mbps). Differenze anche in upload.
  • Italia nel Tier 2: serve accelerare 5G Standalone, adottare 5G-Advanced, aumentare qualità reti e sviluppare Fwa, IoT e Industry 4.0.
Riassunto generato con AI

Le prestazioni reali della rete di telefonia mobile in Italia stanno migliorando, anche grazie all’aumento della copertura in 5G, ma resta un significativo divario tra le regioni, come dimostra un’analisi di Segugio.it, basata su dati forniti in anteprima da nPerf e ottenuti dagli utenti che hanno effettuato uno speed test, che offre una panoramica delle prestazioni reali della rete mobile a livello locale.

Rete mobile, Italia a due velocità

I fattori in gioco sono la presenza di un segnale forte e stabile, la copertura del 5G e una rete non troppo satura. Dall’analisi emerge un miglioramento della media nazionale, ma anche un livello delle prestazioni non uniforme tra le regioni.

Da un lato si collocano le regioni con le performance più alte: la Valle d’Aosta con 127,9 Mbps in download e una diffusione del 5G del 34,79%, superiore alla media nazionale, il Trentino-Alto Adige (117,2 Mbps) e la Calabria (119,3 Mbps), entrambe sopra la media nazionale sia per velocità che per copertura 5G.

Sopra la media nazionale anche Veneto, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e Sardegna. La media italiana è di 99,96 Mbps in download, un incremento del 14,12% rispetto al 2024.

All’estremo opposto, l’Umbria rappresenta il caso più critico con 57 Mbps in download. Valori sotto la media della velocità in download si registrano anche nelle Marche (85,5 Mbps) e in Toscana (86 Mbps). Anche Campania, Lazio, Sicilia e Lombardia sono sotto.

Il quadro non cambia per la velocità in upload, massima in Valle D’Aosta (19,4 Mbps), Trentino, Liguria e Calabria. La media nazionale è di 15,49 Mbps e l’Umbria resta fanalino di coda (10,4 Mbps).

5G in crescita. Ma restano i divari locali

La diffusione del 5G è uno degli indicatori che mostra i progressi più significativi, con alcune regioni che registrano crescite particolarmente rilevanti. Si tratta di Valle d’Aosta (+9,22 pp), Sicilia (+6 pp) e Marche (+5,92 pp).

Ma si segnala anche un calo della quota del 5G in Lazio (-0,57 pp), Liguria (-2,71 pp) e Abruzzo (-4,06 pp).

La media nazionale di copertura 5G è 25,85%, in crescita del 2,44% rispetto al 2024.

Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Segugio.it, commenta così: “I miglioramenti anno su anno e la buona velocità in download sulla media nazionale dimostrano gli sforzi rilevanti introdotti dalle aziende di telecomunicazioni in termini di connettività
mobile. Rimangono alcune differenze territoriali importanti, soprattutto in download. Con queste performance, è davvero interessante identificare una tariffa mobile che garantisca convenienza, buona copertura 5G e un grande numero di dati a disposizione, idealmente illimitati”.

I divari sul 5G sono una realtà globale

Il 5G continua a crescere anche su scala globale, ma anche qui con un divario digitale che si allarga, come hanno mostrato i nuovi reportState of 5G 2026” e “5G Connectivity Index” pubblicati da Gsma Intelligence. Anche l’Italia mostra segnali di progresso, ma resta ferma nel gruppo intermedio, mentre altri Paesi stanno già entrando nella fase del “vero 5G”, quello standalone.

Il Connectivity Index ha analizzato 39 mercati e assegnato un punteggio da 0 a 100 sulla base di infrastruttura e servizi 5G. Il risultato è una mappa della rete mobile a più velocità, con in testa i Paesi del Golfo come Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar, i Paesi nordici (Norvegia, Finlandia, Danimarca), le economie avanzate dell’Asia-Pacifico (Corea del Sud, Hong Kong, Cina) e gli Stati Uniti. Questi mercati superano stabilmente i 60 punti e rappresentano la fascia “Tier 1”, cioè quella dei sistemi 5G più maturi.

A seguire si colloca un gruppo intermedio – il cosiddetto Tier 2 (50–60 punti) – in cui rientrano molti Paesi europei, tra cui Italia, Spagna, Francia, Grecia e alcune economie emergenti.

Al di sotto si trovano i mercati in ritardo, con punteggi inferiori a 50, spesso caratterizzati da rollout ancora incompleti o da livelli di adozione limitati.

Italia: progresso reale, ma senza salto di categoria

In questo contesto, l’Italia si colloca nel Tier 2, con un punteggio intorno ai 54 punti nel 2025, in linea con altri mercati intermedi.

Il confronto con altri Paesi aiuta a comprendere meglio il posizionamento. Germania, Paesi Bassi e Scandinavia si collocano sopra l’Italia, grazie a maggiore maturità infrastrutturale; Francia e Spagnahanno livelli simili o leggermente inferiori; Grecia e Bulgaria sono comparabili all’Italia.

L’Italia è comunque riuscita a mettere a segno una crescita reale. Rispetto alle prime rilevazioni del Connectivity Index, i progressi del nostro Paese si concentrano su tre dimensioni: l’espansione della rete mobile, che ci ha portato a livelli comparabili con altri mercati europei; l’accessibilità economica, ovvero il calo dei prezzi di dispositivi e offerte che ha favorito la diffusione del 5G; e l’adozione, con una crescita sia degli utenti che del traffico.

Si tratta però di progressi “orizzontali”, comuni a molti Paesi: una convergenza sui fondamentali più che un avanzamento competitivo, secondo il report.

Il Connectivity Index evidenzia, in particolare, i gap qualitativi. Nel caso dell’Italia, la difficoltà a salire di livello dipende dalla diffusione limitata del 5G Standalone, dall’assenza di implementazioni significative di 5G-Advanced, da una qualità dell’esperienza inferiore a quella rilevata nei Paesi di fascia 1, dallo sviluppo ancora contenuto di applicazioni industriali e servizi avanzati e dalla scarsa capacità di monetizzazione.

Sono elementi che l’Italia condivide con altri Paesi europei e che impediscono di fare il salto verso il Tier 1, superando nell’indice della Gsma la soglia dei 60 punti.

5G, passare dalla rete al valore

La prossima fase non sarà guidata dalla copertura, ma da qualità della rete, capacità di supportare servizi avanzati e integrazione con AI e applicazioni industriali.

Per l’Italia si tratta di compiere il salto verso una piena maturità tecnologica ed economica. Per colmare il gap con i leader, conclude il report, sarà necessario accelerare il deployment del 5G Standalone, investire in qualità e densità delle reti, sviluppare use case industriali e servizi enterprise e rafforzare l’integrazione tra telecomunicazioni e sistema produttivo.

Il report identifica diverse aree di sviluppo per il 5G: Fixed wireless access (Fwa), IoT avanzato, applicazioni industriali (Industry 4.0) e servizi a bassa latenza (come realtà aumentata, gaming, cloud). Questi ambiti rappresentano il vero potenziale economico del 5G, ma richiedono reti più evolute e modelli di business innovativi.

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