Rete unica Tlc, l'assist di Landini: "L'Italia ha bisogno di campioni nazionali" - CorCom

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Rete unica Tlc, l’assist di Landini: “L’Italia ha bisogno di campioni nazionali”

Il leader della Cgil: “Ma non si può affidare esclusivamente al mercato lo sviluppo delle infrastrutture, bisogna ragionare su un’idea di partecipazione pubblica”. E sulla trasformazione digitale: “Deve andare di pari passo con la costruzione di un nuovo modello sociale”

13 Mag 2021

F. Me.

Assist della Cgil alla rete unica delle Tlc. In occasione del convegno “La regolazione dello spazio digitale europeo”, il segretario generale Maurizio Landini ha ben delineato la posizione del sindacato rispetto al tema.

“Non ci convince molto quello che sta avvenendo – ha spiegato – Nella logica di rendere connettivo il nostro Paese, prevale un’idea, come sembra dalle prime dichiarazioni di alcuni ministri, che affida esclusivamente al mercato lo sviluppo delle reti”. Invece “serve ragionare su un’idea di Rete Unica, provare a costruire anche dei campioni nazionali che abbiano anche una partecipazione pubblica sia per costruire la rete sia per sviluppare la ricerca. E queste sono scelte politiche”.

Landini ha poi affrontato il tema della data economy e di come i dati siano diventati il nuovo oro per poi spiegare quale ruolo dovrebbe assumere il sindacato nella trasformazione digitale e di che tipo di stato sociale serve per uno sviluppo equo ed equilibrato.

“L’era digitale deve essere accompagnata dall’idea di uno stato sociale avanzato. Serve un modello europeo che rimetta al centro il contenuto del lavoro e la qualità del modello sociale. Non esistono prodotti senza servizi”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil, rimarcando come non ci sia una “consapevolezza diffusa” sulla forza di una regolazione dell’uso dei dati tecnologici.

Sulla transizione digitale in Europa, ha proseguito “siamo in una fase in cui l’azione del sindacato può ancora determinare un indirizzo di regolazione: individuare per quali fini si utilizza la tecnologia e tenere assieme qualità del lavoro e modello sociale”.

“Ci vuole una legislazione europea che rafforzi la contrattazione collettiva anche su queste materie – ha concluso – Ma devono mettere il sindacato nelle condizioni di contrattare prima che si prendano determinate decisioni”.

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