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Riparte il risiko delle torri. Rai Way verso il riassetto, poi fusione con Ei Towers?

Il titolo della tower company della Rai sale in Borsa sull’onda delle indiscrezioni di stampa relative a un imminente riassetto, che vedrebbe viale Mazzini scendere sotto il 51%. Allo studio un Dpcm

22 Feb 2022

Mi Fio

torri

La Rai vorrebbe scendere sotto il 51% in Rai Way. E l’operazione sarebbe già allo studio del Governo. Questa la notizia annunciata dalle colonne del quotidiano la Repubblica che ha fatto balzare il titolo della tower company dell’1,9% nella prima mattinata in netta controtendenza rispetto all’andamento in ribasso generale della Borsa a causa delle tensioni della crisi fra Russia e Ucraina.

Secondo quanto riporta la Repubblica la Rai, che attualmente ha in capo oltre il 63% della tower company, scenderebbe sotto il 51%: operazione però che necessita inevitabilmente di un decreto a correzione di quello emanato dal Governo Renzi nel 2014 per evitare la fusione con Ei Towers, la società delle torri controllata da 2i Towers Holding, a sua volta partecipata per il 40% da Mediaset e per il 60% dal Gruppo F2i attraverso F2i Tlc 1. E il Governo starebbe lavorando proprio a un nuovo Dpcm.

Sulla fusione con Ei Towers si sono riaccesi i riflettori dopo l’Opa lanciata nel 2015 ma finita in un nulla di fatto a causa della mancata autorizzazione da parte della Consob a cui fece anche seguito un’indagine per aggiotaggio respinta nel febbraio 2016.  Secondo quanto scrive la Repubblica i tempi per una newco delle torri si sarebbero fatti maturi: lo scenario è cambiato anche a seguito dell’operazione Inwit, ossia dell’integrazione fra le torri di Tim e di Vodafone Towers. L’integrazione fra gli asset di Rai Way e quelli di Ei Towers sortirebbe sinergie e vantaggi reciproci anche e soprattutto sul fronte dell’abbattimento dei costi, inclusi quelli per gli investimenti, e quindi sulla remunerazione degli azionisti in termini di dividendi, a partire dal dividendo straordinario derivante dalla discesa in quota che rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per la Tv di Stato.

A spingere sulla fusione – sostiene la Repubblica – il numero uno di F2i Renato Ravanelli che a fine mese terminerà il suo secondo mandato ed è dato in corsa per il terzo.

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