Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

MERCATO VIDEO

Rivoluzione per la Tv online, gli Usa sparigliano le regole

Stesso terreno di gioco per broadcaster tradizionali e over the top. E’ la sfida lanciata da Tom Wheeler presidente della Fcc che punta a garantire le stesse regole di programmazione per tutti gli operatori del video: “Serve aggiornare le norme al 21esimo secolo”

29 Ott 2014

A.S.

Dare la possibilità all’industria dei video online di competere con i giganti della tv via cavo e via satellite, sbloccando così di fatto la Tv via Internet. E’ l’obiettivo di Tom Wheeler, presidente della Fcc, la Federal Communication commission statunitense, che ieri nel suo blog “Tech Transitions, Video, and the Future” ha proposto una norma che garantisca le stesse possibilità di trasmettere i contenuti sia alle aziende dell’online che ai broadcaster tradizionali.

Questo, secondo la visione di Wheeler, produrrà il risultato di consentire l’offerta di servizi “a la carte”, con gli utenti che potranno scegliere quali canali vogliono comprare online, senza dover pagare per pacchetti che comprendano servizi Tv che non trovano interessanti.

“I consumatori si sono a lungo lamentati del fatto che le Tv via cavo li obblighino ad acquistare canali che non vedranno mai – ha commentato Wheeler in un post del suo blog – e il passaggio del video su Internet può dare una risposta a queste lamentele. Ma perché questo sia possibile chi trasmette video via Internet deve avere accesso ai programmi”.

Il progetto renderà possibile il fatto che alcuni dei video provider Over the top siano classificati come “distributori di programmazione video multicanale”, che sarebbero così autorizzati per legge a distribuire canali tv via cavo e stazioni televisive.

Le aziende che mettono a disposizione video on demand in streaming, come ad esempio Netflix e Amazon, non sarebbero invece coinvolte dalle nuove regole, che si riferiscono soltanto alle aziende che offrono agli utenti un calendario predefinito di eventi.

E diverse aziende hanno già espresso un interesse a diventare distributor online, tra le quali Dish, Sony, DirecTV e Verizon.

“Sto chiedendo alla commissione di iniziare un processo di scrittura delle regole in cui possiamo modernizzare il significato del termine ‘distributori di programmazione video multicanale’ che sia neutrale rispetto alla tecnologia – scrive Wheeler – La definizione di un Mvpd dovrebbe basarsi sui servizi offerti da un provider, ma non su come questi servizi raggiungono i consumatori. Gli utenti del ventunesimo secolo non dovrebbero essere frenati da regole che riconoscono soltanto le tecnologie del ventesimo secolo”.

Ma i primi risultati delle intenzioni manifestate dal presidente della Fcc sono ancora molto lontani. La maggioranza dei cinque consiglieri della commissione dovrà approvare questi principi con un documento aperto alla consultazione pubblica, dopodiché dovranno votare di nuovo per approvare formalmente il regolamento.

Wheeler ha anche sottolineato nella sue speranze ci sia anche il fatto che il nuovo principio possa spronare una competizione più intensa tra le aziende che offrono servizi Internet ad alta velocità: “Coloro che vogliono sviluppare nuove e competitive reti in banda larga – ha concluso – ci dicono che è dura offrire nuovi accessi ultraveloci a Internet senza avere anche la possibilità di veicolare un’offerta video altrettanto competitiva”.

Articolo 1 di 5