ANTITRUST

Samsung, multa da 3 milioni per pratiche commerciali scorrette sul Galaxy

E sanzioni da 300mila euro anche per Opia e World Business. “Veicolata un’informativa incompleta ai consumatori tale da non rendere trasparenti e intellegibili le effettive modalità di svolgimento della promozione legata alla sostituzione di uno smartphone usato a fronte di uno sconto per l’acquisto di un nuovo modello”

Pubblicato il 04 Lug 2023

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L’Antitrust italiano ha multato per un totale di 3,6 milioni di euro le società Samsung Electronics Italia (3 milioni di euro), Opia (300mila euro) e World Business (300 mila euro). Le sanzioni, si legge nel bollettino dell’Agcm, sono relative a pratiche commerciali scorrette portate avanti dalle tre società nella commercializzazione del telefono modello Galaxy del gruppo Samsung.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato una serie di operazioni commerciali condotte tra inizio dicembre 2021 e fine settembre 2022 in cui veniva proposto ai consumatori di cambiare il proprio vecchio Samsung Galaxy ottenendone uno nuovo con lo sconto sulla base della valutazione dell’usato.

Il procedimento di Agcm contro Samsung

Nello specifico, si legge nel Bollettino dell’Agcm, il procedimento concerne le condotte poste in essere da Samsung, Opia e World Business in relazione a una serie di promozioni commerciali che sono state attuate in sequenza, a seconda dei casi, attraverso il sito del proprio gruppo (canale online) e/o attraverso distributori terzi (canale retailers).

Nelle prime sei promozioni Samsung Italia operava insieme alla società World Business per la valutazione e l’acquisto dell’usato e – per le adesioni di clienti che acquistavano attraverso distributori terzi – insieme a una diversa società incaricata della verifica della documentazione richiesta per partecipare alla promozione. Nelle successive cinque promozioni Samsung Italia operava insieme alla società Opia per la valutazione e l’acquisto dell’usato e – per le adesioni di clienti che acquistavano attraverso distributori terzi – insieme a una diversa società incaricata della verifica della documentazione richiesta per partecipare alla promozione.

“Dalle risultanze istruttorie risulta che l’offerta oggetto della promozione sopra descritta si articolava dapprima nella vendita del nuovo apparecchio e, successivamente, nella (possibile) valutazione dell’usato consegnato dal consumatore ai fini della definizione del prezzo di cessione”, si legge nel Bollettino dell’Autorità.

Il consumatore doveva per prima cosa acquistare l’apparecchio nuovo nel periodo di validità dell’offerta. Dopo di ciò, il consumatore doveva registrarsi telematicamente e inserire i propri dati, la foto della prova di acquisto, la foto dell’Imei del prodotto nuovo e i dati relativi al prodotto usato. Successivamente, il consumatore doveva scaricare dal sito, stampare, sottoscrivere, scansionare e ricaricare sul sito il modulo di cessione dell’usato. Il consumatore doveva poi attendere la verifica di quanto inviato e doveva integrare, se richiesto, la documentazione ritenuta non valida. Poi, quando il consumatore riceveva una e-mail con cui veniva comunicato che quanto inviato era stato ritenuto valido, doveva prenotare il ritiro dell’usato.

A questo punto, solo se l’usato veniva stimato come rientrante nella più alta categoria di qualità “A”, entro un termine il consumatore avrebbe ricevuto il bonifico del valore massimo di cessione. Se, invece, l’usato veniva collocato in una categoria inferiore alla “A”, questo veniva comunicato al consumatore via e-mail e, nel caso il consumatore avesse accettato la valutazione inferiore a “A”, avrebbe ricevuto il relativo bonifico entro il termine di cui sopra; nel caso lo stesso non avesse accettato tale valutazione, avrebbe dovuto rispondere alla comunicazione con una mail e richiedere la restituzione del proprio usato entro trenta giorni a pena di decadenza.

Tutte le offerte commerciali presupponevano la cessione dell’apparecchio usato non a Samsung Italia ma a un altro soggetto (WB o Opia).

L’operazione promozionale condotta da Samsung insieme alle altre due società era strutturata in due fasi diverse, che davano luogo a due rapporti commerciali distinti con due diversi soggetti.

Le pratiche commerciali ritenute scorrette

Le affermazioni contenute nei messaggi pubblicitari di Samsung “rappresentavano la possibilità di cambiare con facilità il vecchio apparecchio con uno nuovo, attraverso una procedura composta da semplici passaggi – ‘acquista’, ‘registra’, ‘prenota’ e ‘ricevi’ – da seguire per ottenere sul proprio conto bancario la corresponsione del valore del proprio dispositivo usato”, indica l’Agcm.

Ma in realtà la procedura non era così semplice e solo se l’usato veniva stimato come rientrante nella più alta categoria di qualità, il consumatore poteva ricevere il bonifico del valore massimo di cessione. La complessiva presentazione dei messaggi risultava, secondo l’Antitrust, insufficiente a fornire un quadro informativo chiaro ed esaustivo al consumatore. E l‘esito della stima dell’usato non era sindacabile dal consumatore.

Agcm riferisce che risulta agli atti che i consumatori si siano lamentati di essersi avveduti di tale circostanza solo quando è stato loro fornito il modulo di cessione, con richiesta di firmarlo ed allegarlo al momento dell’invio del proprio usato.

Come si evince dalle segnalazioni pervenute all’Autorità, oltre che dai reclami pervenuti a Samsung Italia, il prezzo di cessione dell’usato costituiva per il consumatore un elemento fondamentale nel processo decisionale dell’acquisto del nuovo, in quanto avrebbe comportato una riduzione del prezzo di acquisto di quest’ultimo (o anche uno sconto immediato sullo stesso).

Nelle segnalazioni pervenute sia prima che dopo l’avvio dell’istruttoria, i consumatori lamentano lunghi tempi di attesa e altri ostacoli al perfezionamento dell’operazione di acquisto con valutazione dell’usato, come pubblicizzata.

Le irregolarità rilevate dall’Antitrust

Tra le irregolarità, l’Agcm segnala come in uno dei messaggi pubblicitari non viene data nessuna indicazione riguardo alla possibilità che la procedura effettivamente applicata venga gestita da un soggetto terzo rispetto a Samsung Italia; in un altro il gestore terzo viene menzionato, ma a caratteri molto piccoli di colore grigio, figurando però esclusivamente come il soggetto che fornirà le istruzioni per l’invio del prodotto usato.

In una successiva comunicazione pubblicitaria, l’informativa al consumatore riporta “a caratteri ancora più piccoli e di nuovo in grigio” l’affermazione “L’acquisto del tuo nuovo Galaxy Z Fold4|Z Flip4 resta valido anche in caso di esito negativo della tua richiesta di partecipazione, oppure della valutazione del tuo dispositivo usato”.

“Nei messaggi pubblicitari risulta indicato con estremo risalto il valore massimo possibile della valutazione del dispositivo usato, senza indicare che questa sia soggetta a condizioni. Una precisazione riguardo al valore dell’usato è presente solo in fondo al messaggio, a caratteri molto piccoli di colore grigio – su sfondo grigio – in cui si fa rinvio al rispetto dei requisiti asseritamente indicati nei “T&C” (termini e condizioni contrattuali)”, si legge ancora nel Bollettino dell’Agcm.

La mancanza di trasparenza

Il Bollettino spiega che “per un verso è stata veicolata un’informativa incompleta ai consumatori, tale cioè da non rendere trasparenti e intellegibili le effettive modalità di svolgimento della promozione, non essendo indicate chiaramente le condizioni sottostanti alla valutazione dell’usato che consentirebbero di usufruire dello sconto promesso sull’acquisto del nuovo modello di telefono cellulare. Per altro verso, proprio le effettive modalità di svolgimento e gestione della promozione, implicando una farraginosa e lenta fase di valutazione dell’usato, determinavano di fatto un ostacolo al diritto dei consumatori di ricevere, in tempi ragionevoli, le somme corrispondenti al valore del bene e, dunque, di godere dello sconto pubblicizzato; inoltre, veniva reso impossibile per il consumatore svincolarsi dall’acquisto del nuovo apparecchio in caso di valutazione dell’usato ritenuta insufficiente e, infine, in tal caso, le lungaggini e ritardi caratterizzanti il modus operandi dei professionisti ostacolavano altresì una celere restituzione al consumatore del proprio usato”.

La replica di Samsung

Samsung ha dichiarato all’Agcm di avere successivamente abbandonato il modello di comunicazione adottato nelle offerte commerciali oggetto di istruttoria e che, in occasione della successiva promozione commerciale attuata con un simile schema organizzativo (cioè congiuntamente a un’altra impresa incaricata di acquistare i prodotti usati), denominata “Samsung +Valore con Galaxy Foldable e Galaxy S22 Families”, valida tra il 15 novembre e il 2 dicembre 2022, ha modificato sia la denominazione della promozione, sia quella del claim, allo scopo di eliminare il riferimento ai prodotti usati in modo che nessun consumatore possa ritenere che oggetto della promozione sia la permuta di un prodotto usato per un prodotto nuovo.

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