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Schloter: “Per Fastweb solo rischi fiscali”. Scaglia: “Azienda vittima di raggiro”

Il fondatore, in carcere da 56 giorni, in una lettera fatta recapitare ai soci riuniti in Assemblea ribadisce l’estraneità dell’azienda “vittima di un ben congegnato raggiro”. Intanto l’Ad Scholter guarda avanti: “Fatto l’accantonamento da 70 milioni possiamo ora tornare a concentrarci sul mercato”. Parisi resta nel Cda

22 Apr 2010

"Risultati in linea con i target annuali nonostante la vicenda
giudiziaria". Con queste parole il presidente e amministratore
delegato ad interim (a seguito dell'autosospensione di Parisi)
di Fastweb, Carsten Schloter, ha commentato i dati di bilancio 2009
dell'azienda, approvati oggi dall'Assemblea dei soci.

L'azienda ha archiviato l'anno con una perdita intorno a 34
milioni di euro, dopo accantonamenti per circa 70 milioni legati
all'inchiesta giudiziaria per frode fiscale e riciclaggio.
"L'accantonamento servirà a coprire i rischi della
vicenda giudiziaria e in relazione ai fatti contestati alla
società, ad oggi, non sono ipotizzabili rischi diversi da quelli
di natura fiscale" ha spiegato il numero uno di Fastweb.
"Ma se si pensa al valore della società per gli azionisti, la
cosa più importante è la nostra performance commerciale. Ora ci
possiamo pienamente focalizzare di nuovo sul mercato".

Secondo Schloter è necessario riportare l'attenzione sugli
investimenti nella banda larga, "un dibattito molto più
importante e molto più di rilievo dal punto di vista economico
rispetto alla vicenda giudiziaria". "Senza regole che
stimolino gli investimenti sulla rete di ultima generazione,
l'Italia è condannata a rimanere indietro in termini di
qualità della rete e delle infrastrutture. In tutta Europa si sta
discutendo di questo mentre in Italia la proposta dell'Agcom di
aumentare i prezzi dell'unblundling di fatto rappresenta
un'incentivo a Telecom Italia a utilizzare la rete di rame fino
alla fine del secolo. In questo modo certamente non si stimolano
gli investimenti nella rete di nuova generazione".

In carcere da 56 giorni il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia,
attraverso i propri legali ha fatto recapitare una lettera a
Schloter.

"Scaglia desiderava farvi sapere che è molto contento che la
società, scongiurato il commissariamento, possa finalmente
riprendere la sua normale attività, e questo grazie
all'impegno di tutti voi dirigenti e dipendenti che siete
stati, a detta sua, un esempio di solidità e di determinazione nel
difendere con orgoglio la Vostra azienda", si legge nella
lettera. "Scaglia è convinto che lei, in qualità di
presidente di Swisscom, farà di tutto per rafforzare le attività
strategiche di Fastweb in Italia e non solo, grazie a lei e alla
sua visione europea sarà possibile creare una forte convergenza
anche a livello di gruppo".

"Scaglia è a Rebibbia oramai da 56 giorni – prosegue la
missiva – e segue con attenzione tutte le vicende, si tiene
informato ed apprezza che i diversi aspetti della vicenda si stiano
chiarendo come anche evidenziato dagli organi di informazione. Non
vuole perdere la speranza, anche se questa, indubbiamente, è una
prova molto dura e non solo per lui. E' fiducioso che si
riuscirà finalmente a chiarire che i vertici della società,
Fastweb stessa, come lui, sono stati vittime di un ben congegnato
raggiro". "Noi possiamo confermare – concludono gli
avvocati – che Scaglia è innocente e che non ha nulla a che vedere
con le vicende illecite che gli sono state contestate".

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