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L'ACCORDO

Scongiurati esuberi in Italtel, salvi 134 lavoratori

Il 76% dei dipendenti dice sì all’intesa firmata il 19 dicembre tra azienda e sindacati. Contratti di solidarierà, ricollocazione interna e incentivi all’esodo i pilastri

22 Dic 2017

Federica Meta

Giornalista

Scongiurati gli esuberi in Italtel. I lavoratori delle sedi di  Castelletto, Roma e Carini hanno approvato l’accordo sottoscritto presso il Mise il 19 dicembre per la gestione dei 134 lavoratori in esubero nel 2018. L’accordo prevede l’applicazione dei contratti di solidarietà dal primo gennaio al 30 giugno 2018 – 100 lavoratori al 3% di riduzione d’orario, 770 al 13%, 110 al 35% – la ricollocazione interna, in particolare sulle attività relative alla banda ultralarga, la proroga degli incentivi all’esodo, su base volontaria, pari almeno a 18 mensilità, la proroga del congelamento di alcuni istituti di secondo livello per l’intero 2018.

I lavoratori hanno approvato l’ipotesi d’accordo con  il 76,1%  dei voti favorevoli. “La Fiom ritiene molto positivo l’esito del voto sull’ipotesi di accordo e ringrazia tutte le lavoratrici e i lavoratori per il loro sostegno e partecipazione – commenta Roberta Turi, della segreteria nazionale della Fiom – La trattativa conclusiva si è svolta all’indomani dell’operazione di closing dell’integrazione Exprivia-Italtel attraverso la quale Exprivia ha sottoscritto una partecipazione pari all’81% del capitale ordinario di Italtel. Il 2018 rappresenterà, quindi, un anno di svolta per la società di telecomunicazioni. L’accordo che è stato approvato produrrà, a partire da luglio, la fine dell’utilizzo dei contratti di solidarietà dopo tanti anni di sacrifici da parte dei lavoratori. Ora auspichiamo che le mutate condizioni economiche e finanziarie dell’azienda unite alle nuove attività legate anche ai piani di investimento del governo sulla banda ultralarga, su Industria 4.0 e sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione producano, a partire da luglio, la possibilità di migliorare le condizioni economiche dei lavoratori”.

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