IL CASO

Scorza: “La rassegna stampa? In Agcom è fai da te”

Niente outsourcing dopo un anno di delibere e gare annullate. Al centro della storia lo scontro fra Fieg e le società fornitrici di rassegna stampa

17 Mar 2014

Guido Scorza, avvocato esperto di Diritto di Internet

Dopo oltre un anno di tentativi, di delibere, di gare indette ed annullate e, persino, di un giudizio davanti ai giudici amministrativi, l’Autorità garante per le comunicazioni ha gettato la spugna e deciso che, anche per contenere i costi, la rassegna stampa se la farà da sola.

La storia inizia nel novembre 2012, quando l’Agcom delibera l’avvio di una gara per selezionare un fornitore del servizio di rassegna stampa telematica. Nel bando di gara non si chiarisce – quanto gli editori di giornali avrebbero voluto – che il fornitore dovrà essere in regola con l’utilizzazione dei diritti d’autore su tutti i contenuti destinati a finire in rassegna ovvero in possesso di un’opportuna licenza.

Sono i mesi “caldi” dello scontro tra la Fieg e le società che offrono servizi di rassegna stampa e l’authority non può permettersi il lusso di ritrovarsi con un “fornitore pirata” o, almeno, tale ritenuto dagli editori di giornali. Si deve, dunque, correre ai ripari, annullare la gara e, poi, indirne una nuova avendo cura di chiarire nel bando che il fornitore aggiudicatario del servizio dovrà necessariamente disporre di un’idonea licenza per lo sfruttamento dei diritti d’autore.

Detto, fatto. Nel febbraio del 2013 l’Agcom annulla la gara bandita a novembre ed a marzo ne indice una nuova. A maggio un nuovo colpo di scena ed una nuova delibera: l’Autorità è costretta a prendere atto del fatto che tutti i fornitori di servizi di rassegna stampa partecipanti alla gara sono stati esclusi e che, dunque, non può procedersi all’aggiudicazione della stessa. Quattro delibere in soli sei mesi e, ancora, niente rassegna stampa.

Ma non basta perché la Telpress Italia, una delle società partecipanti alla gara, non ci sta ed impugna l’esclusione dovuta ad un’irregolarità formale nella presentazione di una garanzia fideiussoria. Il 30 ottobre scorso, il Tar Lazio dà ragione alla Telpress e mette nero su bianco che Agcom ha sbagliato ad escluderla perché avrebbe dovuto consentirle di regolarizzare la documentazione prodotta.

Fine della storia? L’Authority ha trovato il suo fornitore? Neppure per idea. Con la quinta in meno di un anno, lo scorso 21 gennaio l’Autorità decide che non ha più bisogno di un fornitore di servizi di rassegna stampa perché, anche per fare economia: farà da sé, come peraltro sta già facendo da giugno. È una soluzione “efficiente ed economica”, scrive Agcom nella delibera.

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