Serracchiani: “Mandiamo gli italiani a scuola di digitale”

Il governatore del Friuli Venezia Giulia e delegato delle Regioni alla Cabina di regia: “La formazione è il punto chiave dell’Agenda digitale: dalle Regioni contributo fondamentale”. L’intervista integrale sul numero del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 16 dicembre

11 Dic 2013

Federica Meta

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La formazione digitale di cittadini e imprese è un punto chiave nello sviluppo dell’Agenda digitale. Lo ha detto Debora Serracchiani, governatore del Fruili Venezia Giulia e delegato delle Regioni alla Cabina di regia per l’Agenda digitale, in un’intervista che verrà pubblicata sul numero del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 16 dicembre.

Bisogna cambiare, dice Serracchiani, “il punto di vista dell’Agenda“. “Si tratta di impostare la progettualità sulle persone e non prioritariamente sulle infrastrutture – spiega -. Perché il ritardo sulla banda ultralarga c’è, ed è grande, ma non è per questa ragione che – per fare degli esempi – ancora poche aziende italiane vendono online oppure che tanti italiani non hanno mai usato internet o ancora che la Pubblica amministrazione stenta ad andare avanti sul digitale. C’è un gap di formazione colossale e se non partiamo da lì in Italia la rivoluzione digitale non decollerà mai. In Friuli Venezia Giulia ci stiamo provando”, con il progetto Go On Italia.

Parlando del ruolo delle Regioni nella cabina di regia, il governatore del Fvg sottolinea: “I piani digitali locali devono rafforzare l’Agenda nazionale per armonizzare la diffusione dei servizi innovativi”. Per questo è prioritario strutturare una governance efficiente fondata “sulla capacità delle Regioni di gestire una vera e propria rete di ‘program management’ per governare gli sviluppi di soluzioni e servizi fra i diversi livelli ed i diversi attori”.

Serve “un sistema strutturato e stabile che supporti la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti nei processi – evidenzia – creando un ambiente di condivisione della conoscenza, di scambio e valorizzazione di esperienze e creazione di innovazione. Nessuna seria iniziativa sul digitale può prescindere da questo”.

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