Sfr, Bouygues alza la posta - CorCom

Sfr, Bouygues alza la posta

Scaduta la deadline per la presentazione delle offerte. Bouygues ha messo sul piatto 10,5 miliardi in contanti più sinergie che alzano il valore del deal a 19 miliardi e propone di quotare in Borsa la nuova società, mentre Numericable propone 11 miliardi cash e sinergie fino a 15 miliardi. Ma sul deal c’è l’ostacolo antitrust

06 Mar 2014

Patrizia Licata

Dopo i rumors di mercato, arriva l’ufficialità per le offerte per acquisire Sfr, l’operatore telecom del colosso francese Vivendi. A farsi avanti, come atteso, sono state Bouygues Telecom e Numericable, tramite la casamadre Altice (dietro cui si cela il miliardario Patrick Drahi).

Bouygues ha fatto sapere che la sua offerta valuta Sfr quasi 19 miliardi di euro, incluse le sinergie. In contanti, Bouygues offre 10,5 miliardi di euro, ma darà un contributo anche in termini di asset alla nuova entità. Bouygues, che con la sua offerta per Sfr sta di fatto aprendo la strada ad un processo di consolidamento del mercato della telefonia francese, diventato impellente dopo la guerra dei prezzi scatenata da Iliad, ha anche proposto a Vivendi di procedere con la fusione tra Bouygues Telecom e Sfr con l’obiettivo di creare un nuovo gruppo da quotare in Borsa nel più breve tempo possibile. Vivendi continuerebbe a detenere il 46% della nuova società con l’opzione di cedere tale partecipazione in occasione della prevista offerta pubblica iniziale. A sua volta Bouygues deterrebbe il 49% della nuova società e JCDecaux, azionista di minoranza in Bouygues Telecom, il restante 5%. Attualmente Sfr e Bouygues Telecom sono rispettivamente il secondo e il terzo operatore del settore in Francia in termini di abbonati dopo la sola Orange. La quarta, Iliad, non ha presentato offerte.

L’offerta di Drahi di Altice, invece, ha un valore di circa 15 miliardi di euro, composti da un mix di contanti, asset nel cavo e aumento di capitale. La controllante dell’operatore via cavo Numericable ha intenzione di pagare circa 11 miliardi di euro in contanti e di lasciare a Vivendi il 32% del nuovo gruppo. Secondo fonti vicine alla società, Numericable non sarebbe intenzionata da alzare la posta perché ritiene la sua offerta migliore di quella rivale dato che comporterebbe meno rischi normativi.

Se Vivendi accetterà una di queste offerte, dovrà ovviamente rinunciare al progetto di distribuire azioni di Sfr ai suoi azionisti. La vendita di Sfr, che Vivendi ha acquisito da Vodafone nel 2011, segnerebbe il completamento della strategia con cui il gruppo francese allontana il suo focus dall’industria telecom per concentrarsi su quella dei media, dove possiede Canal+ e Universal Music Group.

Il board di Vivendi esaminerà le due offerte, ha fatto sapere il gruppo francese, considerando tutte le opzioni nel miglior interesse di dipendenti e azionisti.

Vivendi dovrà anche valutare il possibile impatto politico e di mercato della vendita di Sfr. Se venderà a Bouygues Telecom si creerà un operatore con oltre 21 milioni di clienti mobili, chiudendo il distacco dalla leader di mercato Orange ma sicuramente suscitando i timori del regolatore, anche perché la Francia passerebbe da quattro a tre operatori mobili sul mercato. Un accordo con Numericable non presenterebbe le stesse difficoltà perché c’è scarsa sovrapposizione tra le attività fisse e mobili delle due aziende. I dirigenti di Bouygues hanno ovviamente già garantito alcune concessioni per mantenere il livello di concorrenza sul mercato.

La decisione di Vivendi sulle due offerte dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.