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LA VERTENZA

Sirti, altri 139 esuberi in vista

Domani in Assolombarda l’incontro fra azienda e sindacati. Sul tavolo la nuova procedura di mobilità, a poche settimane dalla scadenza della cassa in deroga per 196 addetti. Enrico Azzaro (Uilm): “Aprire un tavolo al Mise sulla crisi delle aziende di manutenzione di rete”

03 Set 2013

Situazione difficile in Sirti dal punto di vista occupazionale. La società specializzata in manutenzione e impiantistica di rete apre una nuova procedura di mobilità per 139 dipendenti, a poche settimane dal termine della cassa integrazione in deroga per 196 addetti, in scadenza a fine mese, sottoscritta lo scorso mese di giugno da Fiom e Fim senza l’avallo della Uilm.

La nuova procedura di mobilità sarà discussa domani e dopo domani a Milano in Assolombarda al tavolo fra azienda e sindacati. “La mobilità riguarda 139 dipendenti di difficile collocazione, una misura tampone che non ci convince – dice al Corriere delle Comunicazioni Enrico Azzaro della Uilm – la Uilm voleva la Cigo e non la cassa in deroga. Al tavolo si parlerà poi della volontà dell’azienda di riscrivere gli accordi sindacali in tema di trasferte, idoneità, reperibilità e premi di risultato che non possiamo accettare”.

C’è da dire che in prospettiva il problema degli esuberi nel settore della manutenzione di rete non riguarda soltanto Sirti, ma tutte le aziende del comparto, che occupano circa 10mila addetti a livello nazionale.

Per questo, il sindacalista della Uilm torna a chiedere l’apertura di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico, per affrontare il tema complessivo del settore. “Le aziende del settore devono chiarire al Mise quali sono le loro esigenze e i loro problemi strutturali – continua Azzaro – tanto più che il decreto scavi per la semplificazione della posa della fibra ottica, che sarà presto approvato, rischia di erodere ulteriormente gran parte del loro business, che è principalmente basato sulla manutenzione della rete in rame, su commesse che derivano in larga misura da Telecom Italia”.

Oltre a Sirti, che occupa più di 5mila addetti, altri player del settore dell’impiantistica di rete sono fra gli altri Sielte, Valtellina, Ceit, Ciet e Site. Tutte aziende che in un modo o nell’altro stanno pagando un prezzo salato alla crisi in termini occupazionali. In questo senso, il capitolo scorporo della rete Telecom è sotto i riflettori del settore manutenzione.