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LA POLEMICA

Sky-Agcom, la pay tv ricorre al Tar: “Non pagheremo per i canali Rai”

La società guidata da Andrea Zappia fa ricorso contro la delibera dell’authority che chiedeva di pagare per poter trasmettere la programmazione della tv di Stato: “Perché Tivùsat trasmette gratis?”

17 Giu 2015

A.S.

Il clima tra Sky e Agcom è teso. Tanto che, ricostruisce oggi Aldo Fontanarosa su Repubblica, ci sarebbe in ballo una richiesta di danni che la Pay Tv satellitare potrebbe chiedere all’authority, per non aver tutelato la società guidata da Andrea Zappia (nella foto) da quando la Tv di Stato aveva iniziato a oscurare la propria programmazione per gli abbonati Sky.

Il motivo del contendere, nello specifico, conferma a CorCom una fonte vicina al dossier – è la delibera 128 di Agcom, approvata il 23 marzo, che predisponeva la possibilità di siglare la pace tra Rai e Sky dopo più di sei anni di contenziosi e polemiche sull’oscuramento di una parte della programmazione ei canali della Tv di Stato sulla piattaforma satellitare. La soluzione individuata e resa pubblica a marzo dal garante prevedeva che la Rai interrompesse gli oscuramenti, e che dal canto suo Sky corrispondesse un pagamento a viale Mazzini rilanciare attraverso i propri decoder i programmi del servizio pubblico.

Ma per Sky la soluzione non è accettabile, tanto che da qui è nata l’idea di fare ricorso al Tar per chiedere che la delibera Agcom venga annullata. Alla base di questa richiesta ci sarebbe, secondo Sky, il fatto che, ad esempio, a Tivùsat, che Sky identifica come società commerciale a tutto tondo, sia stata concessa la possibilità di trasmettere la programmazione Rai senza dover versare nelle casse di viale Mazzini alcun corrispettivo economico. Secondo il punto di vista della Pay Tv la Rai, che avrebbe dovuto predisporre un tariffario per la trasmissione dei propri programmi sul satellite, avrebbe dovuto applicare la regola per tutti gli operatori, compreso TivùSat (che è controllato proprio da Rai, Mediaset e La7).