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RAPPORTO

Smartphone e hi-tech traino dei consumi 2017

Gli acquisti tecnologici tengono banco nella top ten degli acquisti previsti per l’anno in corso. Nonostante la previsione di rallentamento del potere d’acquisto. Il rapporto Coop

03 Gen 2017

Il 2017 farà segnare “un rallentamento del potere d’acquisto” delle famiglie. Di conseguenza il ciclo dei consumi, “dopo un biennio a ritmi superiori all’1%, subirà una battuta d’arresto”, con una stima che si attesta su un +0,7%, dovuto “al rallentamento dei redditi e soprattutto alla ripresa dell’inflazione”. E’ la previsione del Rapporto Coop, che indica anche cosa sale e cosa scende. Nella top ten dei consumi in crescita figura, come sempre, la telefonia (+8%), gli acquisti tecnologici di computer e altri accessori (+7,3%), i servizi ricreativi e culturali (+2,8%); tra le voci che scivolano invece ancora più in basso, sempre secondo le previsioni 2017, le spese per la manutenzione della casa (-2,6%), i giornali e i libri (-2,4% e -1,9%).

Nonostante le previsioni magre sui consumi il 93% dei campione si dichiara incuriosito da nuovi prodotti e servizi. E cosi’ si scopre che a fronte di ipotesi tecnologiche future gli italiani vorrebbero il supermercato senza casse che sfrutti il riconoscimento automatico (e’ interessato il 74%), segue la casa domotica (73%) e il maggiordomo virtuale (lo vorrebbe testare il 43%).

Gli italiani per il 2017 prevedono in crescita i costi delle utenze e della mobilità (rispettivamente il 24% e il 22% li vede “superiori” rispetto al 2016) e, “per la prima volta dopo molti anni, immaginano di aggiungere valore al carrello della spesa alimentare”: lo dichiara il 13% rispetto ad un 8% che continuerà a tagliare. Il rapporto fotografa un Paese che “sta alla finestra” e che, “passati gli anni bui della recessione, spera nel futuro ma stenta a metterne a fuoco i dettagli”. Infatti, tra le parole con cui gli italiani descrivono l’anno appena iniziato si confermano quelle che avevano già caratterizzato il 2016 ovvero “speranza” (la usa il 33% del campione, era il 33,8% un anno fa), “cambiamento” (12% a fronte di un 14,3%), “timore” (10% rispetto ad un più robusto 14,2% del 2016).

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