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SosTariffe.it: Wimax e satellite diventano più “appetibili”

Solo il 59,7% delle famiglie ha la possibilità di accedere ai 2 Mb, rileva SosTariffe.it. Ma l’Adsl non è l’unica soluzione: “Il calo dei prezzi delle tecnologie “alternative” rappresenta la chiave per abbattere definitivamente il digital divide”

02 Apr 2014

L.M.

L’Internet satellitare può rappresentare una valida alternativa all’Adsl per superare il digital divide perché è la tecnologia che negli ultimi anni si è sviluppata maggiormente nel nostro Paese grazie a prezzi in rapido calo e al miglioramento tecnologico. Sono conclusioni ricavabili da uno studio riguardante le tecnologie alternative all’Adsl per connettersi a Internet elaborato da SosTariffe.it, sito di confronto di tariffe di diversi servizi.

L’analisi parte da una premessa: in Italia solo il 59,7% delle famiglie italiane ha la possibilità di connettersi in banda larga, raggiungendo almeno i 2 Mbps di velocità. Questo vuol dire che ci sono ancora molte realtà, tra famiglie e imprese, che sono teoricamente raggiunte dalla connessione Internet, ma nella pratica navigano molto lentamente. Inoltre, secondo alcune rilevazioni Agcom, oltre 2 milioni di persone sono tagliate fuori dalla connessione Internet in Adsl. SosTariffe.it ha analizzato quali sono le migliori alternative per consentire di navigare online anche a chi abita nelle aree non raggiunte dalla connessione Internet tradizionale in banda larga.

Attualmente le migliori tecnologie, in termini di rapporto qualità/prezzo, per connettersi a Internet sono la fibra ottica o Vdsl, o quella proposta dalle offerte Adsl per navigare, ma non per tutti sono opzioni possibili per scarsa diffusione o qualità della connessione. Secondo l’ultima analisi di SosTariffe.it due possibilità, poco considerate ma utilissime a colmare il gap imposto dal digital divide, sono la connessione via ponti radio, come il WiMax, e quella satellitare.

Soprattutto quest’ultima soluzione ha subìto negli ultimi anni uno sviluppo positivo per la clientela consumer: i prezzi dei canoni mensili sono scesi dagli oltre 100 euro fino ai circa 30 euro mensili e la connessione è diventata bidirezionale, ovvero sono sufficienti l’antenna e il router per scaricare e inviare dati. Questi due aspetti hanno reso più accessibile ai consumatori privati questa tecnologia inizialmente sottovalutata.

Qui la tabella sulle principali tecnologie utilizzate in Italia per connettersi ad Internet.

Ad avere il maggior numero di pregi è la connessione in fibra “completa”, quella che porta i cavi in fibra direttamente nelle abitazioni (Ftth), ma attualmente è disponibile quasi esclusivamente a Milano e presto in poche altre città, come Bologna. Circa il 15% della popolazione è invece raggiungibile dalla tecnologia commercializzata come “Fibra” ma in realtà basata su una Adsl avanzata, chiamata Vdsl. In questo caso difficilmente si potranno raggiungere i 100 Mbps. La tecnologia Adsl è la più utilizzata e diffusa ma può presentare il difetto dell’eccessiva differenza tra la velocità di download effettiva e quella nominale, a causa dei problemi di copertura.

Se si prende in considerazione la velocità come parametro di scelta di una connessione Internet alternativa, il wireless mobile (come l’Internet key o altri dispositivi che sfruttano la connettività da rete cellulare) permette una navigazione anche fino 60 Mbps effettivi, ma a fronte di una connessione spesso poco stabile e con limitazioni di traffico. Qualitativamente migliori sono le navigazioni online via ponti radio e satellite. Inoltre la copertura del 4G, la tecnologia che consente di connettersi ad Internet in mobilità ad alte velocità, è usufruibile da circa il 30% della popolazione.

La copertura non è un problema per il satellitare: grazie alla parabola è possibile portare Internet in qualsiasi zona d’Italia, anche la più remota, dove l’Adsl tradizionale ha delle scarse performance oppure non arriva del tutto. Le velocità reali, sia nel caso della connessione satellitare che via ponte radio, hanno, inoltre, più probabilità di avvicinarsi a quelle nominali.

Gli svantaggi che impediscono a queste due tecnologie di diffondersi più dell’Adsl sono le limitazioni imposte come il traffic shaping e il numero di GB scaricabili ogni mese, oltre che una navigazione percepita dall’utente “più lenta”, rispetto alla connessione via cavo, a causa di una latenza superiore. Tuttavia sia l’Agenda Digitale Europea che il Ministero dello Sviluppo Economico hanno individuato in queste tecnologie alternative la chiave per chiudere il digital divide e offrire connessioni di buona qualità anche nelle aree non coperte da connessioni su linea fissa.

“Aumenta in Italia il numero delle famiglie che hanno accesso ad Internet da casa con la banda larga – afferma Giuliano Messina, direttore generale e fondatore di SosTariffe.it – ma il nostro Paese (al 59,7% di copertura) è ancora nelle ultime posizioni all’interno dell’Unione Europea. È quindi ancora ampio lo spazio di penetrazione per sistemi di connessioni alternativi come connettività via satellite o rete WiMax che consentono di colmare il gap tecnologico presente in ampie zone del nostro territorio nazionale”.

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